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La Germania sta riscrivendo la narrativa della crescita in Europa. È questo, in sintesi, il messaggio che arriva dall’ultima analisi di Goldman Sachs, secondo cui Berlino sta mettendo in campo una politica fiscale più espansiva (più spesa pubblica), capace non solo di rilanciare l’economia tedesca dopo anni di stagnazione, ma anche di fare da traino al resto del Continente.
Secondo gli economisti della banca d’affari americana, il Paese è destinato a registrare la migliore sorpresa al rialzo sul Pil nel 2026 tra i mercati sviluppati, Stati Uniti compresi.
Alla base di questa svolta c’è un deficit federale previsto intorno al 3,8%, alimentato da maggiori spese per la difesa e da investimenti infrastrutturali e industriali. Una scelta che, secondo Goldman, sosterrà una crescita del +1,4% già nel 2026, invertendo la rotta rispetto alla stagnazione degli ultimi anni e aprendo la strada a un cambiamento di paradigma nella politica economica europea.
Goldman Sachs: il Dax tra i migliori indici del 2025
Sul fronte azionario i numeri parlano chiaro: a Francoforte l’indice Dax, insieme all’MDAX e ad altri panieri tematici legati a difesa, politica fiscale e domanda interna, ha registrato nel 2025 rendimenti a doppia cifra. Un risultato che riflette la fiducia degli investitori, nonostante i dati sul Pil restino moderati.
Goldman individua tre grandi temi che stanno guidando la performance di Francoforte:
- Aerospazio e difesa, spinti dal nuovo ciclo di spese militari;
- Energia e transizione power, con investimenti che puntano a rafforzare l’indipendenza energetica;
- Rinascita del settore finanziario, favorito da tassi più stabili e da una maggiore solidità del sistema bancario.
Un tema cruciale riguarda le valutazioni: l’indice Dax tratta oggi a circa 15,2 volte gli utili attesi, un livello superiore alla sua media storica. Tuttavia, secondo Goldman Sachs, il confronto con gli Stati Uniti è incoraggiante: le azioni tedesche restano scambiate con uno sconto del 30-40% rispetto a Wall Street.
Inoltre, indicatori come il PEG ratio (che mette in relazione prezzo e crescita degli utili) segnalano che ci sia ancora spazio per un ulteriore re-rating del mercato.
Capitale: da deflussi a forti afflussi
Un altro segnale di rinnovata fiducia è rappresentato dai flussi di capitale: dopo anni di disinvestimenti, nel 2025 la Germania ha registrato i più forti afflussi azionari tra i grandi mercati mondiali, recuperando già la metà dei deflussi accumulati dal 2022. Per Goldman, questo dato è la prova che gli investitori stanno tornando a considerare la Borsa tedesca un mercato strategico.
Guardando avanti, Goldman Sachs individua una serie di fattori che potrebbero alimentare ulteriormente il rally: la continuità delle politiche fiscali espansive, il recupero dell’industria manifatturiera, eventuali riforme interne e possibili sviluppi geopolitici positivi, come progressi verso la pace in Ucraina.
Allo stesso tempo non mancano i rischi: nuove tensioni commerciali con gli Stati Uniti, la concorrenza cinese in settori chiave, i costi energetici elevati e una dinamica salariale che potrebbe comprimere i margini delle imprese.
Le aree più promettenti secondo Goldman
Dal punto di vista strategico, la banca d’affari segnala come settori domestici ciclici, difesa e infrastrutture restino i più promettenti. In particolare, l’MDAX e i panieri focalizzati sulle società con forte esposizione locale appaiono ben posizionati per beneficiare del sostegno fiscale e dei nuovi cicli di investimenti.
Non a caso, il basket Difesa di Goldman (GSSBDEFE) segna già un rialzo superiore al 100% dall’inizio dell’anno, mentre il tema delle infrastrutture fiscali offre un’esposizione più ampia e diversificata, a valutazioni ancora contenute.