Goldman alza target S&P 500. E spiega le strategie di portafoglio per la seconda metà dell’anno
Fonte: Istock
Con un netto cambio di rotta rispetto alle stime precedenti, Goldman Sachs alza l’asticella per l’S&P 500, il principale indice azionario statunitense, proiettandolo a quota 6.900 punti nel giro di dodici mesi (+10% circa rispetto ai livelli attuali).
Una revisione che spinge verso l’alto anche i target a tre e sei mesi: rispettivamente 6.400 (+3%) e 6.600 (+6%), rispetto ai precedenti 5.900 e 6.100 punti. Le nuove previsioni si collocano nella fascia alta del range stimato dagli strategist di Wall Street e sono fondate su tre pilastri: un ciclo di easing più profondo da parte della Federal Reserve, rendimenti obbligazionari più contenuti e una fiducia incrollabile nella forza dei titoli a maggiore capitalizzazione.
Le ragioni della revisione
La revisione al rialzo dei target sull’S&P 500 nasce da un cambiamento di scenario sul fronte dei tassi. Gli economisti di Goldman Sachs prevedono ora tre tagli da 25 punti base ciascuno a partire da settembre, seguiti da altri due interventi nel 2026. Di conseguenza, il rendimento del Treasury decennale statunitense è visto al 4,2% a fine 2025, in calo rispetto alla stima precedente del 4,5%.
Questo allentamento monetario anticipato ha effetti significativi sulla valutazione del mercato azionario. Secondo il modello di Goldman, ogni calo di 50 punti base nei rendimenti reali corrisponde a un incremento del 3% nel multiplo prezzo/utili (P/E) forward dell’S&P 500. In linea con questa dinamica, il nuovo fair value stimato per il P/E a 12 mesi sale a 22x, in rialzo rispetto al precedente 20,4x.
Titoli large cap: ancora protagonisti
Nonostante una crescita degli utili per azione attesa moderata (+7% nel 2025 e nel 2026), i grandi titoli dell’indice restano al centro della strategia di Goldman Sachs. La forza degli utili del primo trimestre e la resilienza dei fondamentali giustificano, secondo la banca, valutazioni ancora elevate. Anche l’incertezza legata ai nuovi dazi introdotti negli Stati Uniti viene considerata gestibile: molte società, soprattutto quelle del comparto manifatturiero, stanno contenendo l’impatto grazie a scorte elevate, risparmi sui costi e adattamenti nella supply chain.
Tuttavia, Goldman ammette che le previsioni sugli utili potrebbero dover essere riviste alla luce dei risultati del secondo trimestre e del proseguimento delle politiche commerciali. I rischi sono bidirezionali: da un lato l’inflazione e la domanda interna potrebbero sorprendere in positivo, dall’altro eventuali irrigidimenti tariffari potrebbero erodere i margini delle imprese.
Uno degli aspetti più significativi analizzati dagli strategist è la composizione della recente performance del mercato: la recente performance dell’S&P 500 è stata sorprendente, con un rally del 25% dai minimi di aprile — un risultato che si colloca oltre il 99esimo percentile delle performance su tre mesi degli ultimi 50 anni. Si tratta del recupero più rapido mai registrato al di fuori di una recessione negli ultimi due decenni. Tuttavia, questa accelerazione è stata trainata da un numero molto ristretto di titoli, mentre la maggior parte delle società dell’S&P 500 rimane ancora 10% sotto dai propri massimi a 52 settimane.
Nel passato, simili configurazioni hanno spesso anticipato correzioni significative. Tuttavia, secondo Goldman Sachs, oggi è più probabile un “catch up” dei titoli rimasti indietro rispetto a un “catch down” dei leader. In altre parole, la banca prevede una rotazione settoriale che allargherà la partecipazione al rally.
Le tre raccomandazioni per il secondo semestre 2025
In questo contesto, Goldman Sachs individua tre direttrici di investimento per la seconda metà dell’anno:
- allocazione settoriale bilanciata: con sovrappesi in Software & Services, Utilities, Media & Entertainment, Real Estate e Materials;
- asset managers alternativi: ancora sotto-performanti rispetto ai rendimenti macro impliciti, ma favoriti da un mercato dei capitali in miglioramento;
- società con debito a tasso variabile: che possono beneficiare direttamente del calo dei rendimenti obbligazionari sui profitti futuri.
Un altro elemento che supporta l’ottimismo di Goldman è il posizionamento ancora prudente degli investitori. Nonostante l’S&P 500 abbia aggiornato i massimi storici, gli indicatori di sentiment restano lontani dai livelli di euforia. Gli investitori istituzionali, in particolare, appaiono ancora sottoesposti rispetto al rally in corso, il che lascia spazio per ulteriori flussi in entrata.