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Il settore delle assicurazioni del ramo danni (Property & Casualty, o P&C) è destinato a una trasformazione profonda entro il 2050, spinto da un fattore demografico sempre più centrale: l’invecchiamento della popolazione mondiale.
Un trend che riguarda da vicino anche l’Italia, e che secondo l’edizione 2025 del World Property and Casualty Insurance Report di Capgemini, ridefinirà completamente il modo in cui le compagnie assicurative operano, analizzano i rischi e propongono servizi ai clienti.
Cresce la dipendenza demografica: il peso sugli adulti attivi
Uno degli aspetti chiave messi in evidenza dal report è l’aumento del tasso di dipendenza demografica, cioè il rapporto tra popolazione anziana e persone in età lavorativa. Se nel 2024, a livello globale questo indicatore si attesta al 16%, entro il 2050 si prevede che salirà fino al 26%.
Questo squilibrio inciderà direttamente sulla forza lavoro disponibile, sul potere di spesa delle famiglie e, in ultima analisi, sul modo in cui si proteggeranno dai rischi personali e patrimoniali.
Secondo Capgemini, il mutamento della composizione demografica andrà ben oltre le statistiche: influenzerà le abitudini di consumo, la mobilità, l’adozione tecnologica e il modo in cui le persone percepiscono il rischio.
Tutto ciò avrà un impatto diretto sulle assicurazioni, sia private sia commerciali. Le compagnie dovranno rivedere il proprio modello di business per offrire soluzioni più preventive, flessibili e modulari, capaci di adattarsi alle diverse esigenze legate all’età e allo stile di vita.
Si punta su modelli assicurativi dinamici, basati su monitoraggio in tempo reale, personalizzazione delle coperture e tecnologie di underwriting avanzate. Ad esempio, le polizze auto si orienteranno verso coperture commerciali e di mobilità condivisa, dato che gli anziani guideranno meno e faranno maggiore uso dei servizi di trasporto condiviso. Anche le assicurazioni per la casa dovranno adattarsi, offrendo soluzioni preventive, adatte a famiglie multigenerazionali e spazi abitativi più piccoli. In ambito lavorativo, le linee commerciali dovranno considerare l’automazione spinta da cambiamenti demografici e nuovi profili di rischio.
“I cambiamenti demografici in atto avranno un impatto diretto e di vasta portata sul settore assicurativo ed in particolare nel ramo Danni. Le compagnie devono cominciare sin d’ora ad analizzare i propri portafogli per comprendere la sensibilità ai trend emergenti e valutare che esposizione ci sarà in un mercato maturo e in transizione. Questo le aiuterà a sviluppare modelli di servizio più resilienti e orientati al futuro anche grazie alla adozione di intelligenza artificiale. Sarà fondamentale mantenere il focus sui cambiamenti dei comportamenti dei clienti per avere un vantaggio competitivo ed evitare una concorrenza basata solo sul prezzo” ha evidenziato Matteo Bonati, Insurance Director di Capgemini in Italia.
Rischi climatici e perdite potenziali: sfide interconnesse
Un’altra minaccia per il settore assicurativo è rappresentata dal cambiamento climatico, i cui effetti si incroceranno con l’invecchiamento della popolazione. Un’analisi condotta da Oxford Economics per Capgemini ha evidenziato dati allarmanti. In primo luogo che il 98,5% della popolazione mondiale sarà esposta al rischio di siccità e l’80% sarà soggetto a piogge estreme.
Questo significa una maggiore esposizione a rischi interconnessi, spesso concentrati in aree urbane densamente popolate. Le compagnie assicurative dovranno quindi integrare dati climatici e modelli predittivi nei propri processi decisionali, in particolare nel momento in cui stabiliscono le condizioni delle polizze e valutano i rischi.
Infine, il report mette in luce come per affrontare le sfide demografiche e ambientali, le compagnie assicurative dovranno investire in tecnologie avanzate, automazione e analisi predittiva. Non si tratta di una semplice evoluzione, ma di un vero e proprio cambio di paradigma nel settore P&C.
Il report evidenzia che l’88% delle compagnie riconosce l’importanza strategica dei dati predittivi e dell’intelligenza artificiale. Tuttavia, solo il 17% dispone attualmente delle competenze e delle infrastrutture adeguate per sfruttarle in modo efficace.
Le tre priorità strategiche per il futuro del ramo danni
Per adattarsi al nuovo scenario, Capgemini propone una roadmap operativa che individua tre aree chiave di intervento per le compagnie assicurative del ramo P&C:
- Adattarsi al cambiamento nei comportamenti dei clienti
Occorre rivedere la presenza geografica delle compagnie, creare offerte su misura e modelli di servizio più sensibili all’età e al ciclo di vita dei clienti.
- Trasformare il modello operativo
È urgente modernizzare le architetture dati, automatizzare i processi e sfruttare l’intelligenza artificiale per aumentare la resilienza operativa e ridurre i costi.
- Rafforzare la governance del rischio
L’utilizzo di strumenti predittivi nel processo di underwriting e nella gestione dinamica dei portafogli sarà fondamentale per anticipare i rischi e proteggere la redditività nel lungo termine.