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Tesla in crisi, Musk fa un passo indietro da Trump

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Elon Musk ha annunciato che, a partire da maggio, ridurrà sensibilmente il proprio coinvolgimento con l’amministrazione Trump per dedicarsi pienamente a Tesla. Una decisione che arriva in un momento particolarmente delicato per il colosso delle auto elettriche, che ha chiuso il primo trimestre del 2025 sotto le attese, tra vendite in calo e una concorrenza sempre più agguerrita.

“Probabilmente il mese prossimo, il tempo che dedico al Doge diminuirà in modo significativo” ha spiegato il magnate, che non ha fatto nessun riferimento ai conti della casa automobilistica ma al lavoro del dipartimento “quasi completo”. “Continuerò a lavorare con il team del Doge per il resto del mandato del presidente Donald Trump per assicurarmi che sprechi e frodi non si verifichino più. Un giorno o due a settimana. Finché il presidente lo vorrà”.

Utili a picco

Ma veniamo ai conti. Nel primo trimestre del 2025, i ricavi trimestrali di Tesla hanno segnato un calo del 9%, attestandosi a 19,3 miliardi di dollari, , rispetto alla stima media degli analisti di 21,1 miliardi di dollari, con la divisione automotive in flessione del 20%. Su base annua, il fatturato è stato influenzato negativamente dal calo delle consegne di veicoli, ma anche da riduzione del prezzo medio di vendita dei veicoli (escluso l’impatto dei tassi di cambio).

Ma il dato più preoccupante riguarda l’utile netto, crollato del 71% a 409 milioni di dollari, pari a soli 12 centesimi per azione, ben al di sotto delle stime di Wall Street. Anche l’utile operativo ha subito una pesante contrazione del 66%, portando il margine operativo al 2,1% rispetto al 5,5% dello stesso periodo del 2024. Mentre le vendite globali sono diminuite più drasticamente del previsto, con solo 336.681 veicoli consegnati (-13% su base annua).

Commentando i numeri, David Pascucci, analista dei Mercati per XTB, ha spiegato:

“I conti di Tesla si sono rivelati essere pessimi, tutto al di sotto delle attese. Quest’ultima trimestrale è stata la peggiore  di inizio anno da due anni a questa parte con risultati assolutamente deludenti e un fatturato che scende sotto i 20 miliardi di dollari. Minori vendite di automobili, prezzo medio di vendita in calo, aumentano i costi per via degli sviluppi dell’IA e del reparto R&D (Ricerca e Sviluppo), una situazione veramente pessima. Unica nota positiva è stata l’accumulo di cash che permette a Tesla di proseguire la roadmap relativa ai lanci dei vari prodotti futuri, ma al momento la situazione é tutt’altro che rosea. Ricordiamo che nel panorama automotive, Tesla è la prima al mondo con un distacco al limite dell’assurdo nei confronti della seconda posizione di Toyota che capitalizza meno di 1/3 di Tesla pur essendo padrona del mercato su scala globale”. 

L’impegno politico di Musk

In un contesto già complesso, molti analisti sono convinti che sull’andamento dei conti stia pesando anche il coinvolgimento politico del CEO.

Lo spiega bene Josh Gilbert, market analyst di eToro, secondo cui Il coinvolgimento di Musk nel DOGE, che fornisce consulenza all’amministrazione Trump, è un’arma a doppio taglio.

“Alcuni investitori sperano che il suo legame con Trump possa proteggere Tesla dai dazi peggiori, ma questo rischia di alienare i consumatori cinesi, che hanno portato oltre il 20% delle entrate di Tesla nel 2024 nel più grande mercato EV del mondo. I consumatori hanno già iniziato a spostarsi verso la rivale BYD e se ciò dovesse continuare, le vendite potrebbero risentirne pesantemente. Musk ridimensionerà DOGE per concentrarsi su Tesla o approfondirà i suoi legami politici? La sua posizione sarà fondamentale. Musk deve realizzare una magia e mettersi in gioco. Lo ha già fatto molte volte in passato, ma questo sembra un momento cruciale per Tesla”

Guardando avanti, l’azienda ha sottolineato in una nota: “Anche se l’attuale quadro dei dazi ha un impatto relativamente ampio sulle nostre attività energetiche rispetto a quelle automobilistiche, stiamo prendendo misure per stabilizzarle nel medio termine”.

Il gruppo automobilistico ha inoltre avvertito che “l’incertezza sui mercati automobilistico ed energetico continua ad aumentare”, in particolare per l’impatto che le politiche commerciali in continua evoluzione stanno avendo sulla catena di approvvigionamento e sui costi strutturali. A preoccupare è anche la domanda, che secondo Tesla potrebbe risentire di un “cambiamento di sensibilità politica”.

Il titolo

Nonostante i dati deboli, il titolo si muove in territorio positivo (+il 5% in after-market). Perché? Per Gabriel Debach, market analyst di eToro, come già nella precedente trimestrale (+2,87% post earning di fine gennaio), il mercato sembra guardare oltre i numeri.

“Perché, se è vero che Tesla manca le attese, è altrettanto vero che Elon Musk continua a guidare le aspettative come nessun altro CEO al mondo. Tesla, infatti, continua a trattare su multipli da equity visionaria: P/E forward a 89,7x, contro i 27x di Amazon, i 20x di Meta e Nvidia, e i 17x di Alphabet. La forza di Musk, più dei dati”.