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Trump ha sganciato la bomba e ora tutto il mondo corre ai ripari. E’ arrivato nella tarda serata di ieri, ora italiana, l’annuncio dei nuovi dazi targati USA verso i partner commerciali, dall’Unione europea al Giappone, passando per la Corea del Sud.
Si va da un’aliquota minima del 10% applicata a Paesi come Regno Unito, Brasile, Singapore, Cile, Australia, Colombia, Turchia a tariffe più elevate per circa 60 nazioni considerate “peggiori trasgressori” tra cui Cina, Vietnam, Ue e Taiwan. Immediate le reazioni del mondo politico e non che chiede interventi mirati.
Dazi USA: cosa farà l’Italia
La premier Giorgia Meloni ha annullato gli impegni odierni e convocato un vertice d’urgenza a Palazzo Chigi, durato circa un’ora e mezza con oggetto le azioni da mettere in campo come risposta ai dazi di Trump. Al vertice, secondo fonti di stampa, hanno preso parte i vice Matteo Salvini e Antonio Tajani, i ministri Giancarlo Giorgetti, Francesco Lollobrigida, Adolfo Urso e Tommaso Foti. Nelle ultime ore Salvini si è confrontato con il gruppo economico della Lega, ribadendo che “se gli Stati Uniti hanno deciso di tutelare le proprie imprese, è necessario che l’Italia continui a difendere con determinazione il proprio interesse nazionale anche alla luce dei troppi limiti dell’Europa”.
Da Bruxelles il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani ha incontrato il Commissario Europeo con delega al commercio, Maroš Šefčovič, proprio al fine di discutere delle recenti decisioni dell’amministrazione statunitense in materia commerciale. “È essenziale continuare a lavorare per creare nuovi sbocchi per l’export e per evitare guerre commerciali che non convengono a nessuno”, ha ribadito Tajani.
La segretaria del Pd Elly Schlein ha aggiunto: “Adesso basta, il governo deve svegliarsi e scegliere di stare dalla parte dell’Europa. Bisogna reagire uniti come Unione Europea in maniera mirata e proporzionata, e costringere Trump a negoziare con una voce unica europea e tenendo la schiena dritta per scongiurare una guerra commerciale senza limiti e evitare la delocalizzazione di produzioni manifatturiere dall’Europa e dall’Italia verso gli USA”.
UE: primi controdazi il 15 aprile
“Ci sono contromisure in arrivo in risposta ai dazi sull’alluminio e l’acciaio annunciati il 12marzo” dall’amministrazione Trump. Così su fonti di stampa funzionari Ue, precisando che a seguito del voto – a maggioranza qualificata – i primi controdazi potranno entrare in vigore il 15 aprile, seguiti poi da una seconda tranche di misure il 15maggio. “Eravamo pronti il 12 marzo, siamo pronti ora. C’è ancora qualche consultazione in corso e poi procederemo”, hanno ribadito le stesse fonti, precisando che “la ritorsione rifletterà” gli input ricevuti dai governi nazionali.
Inoltre un alto funzionario europeo ha riferito all’agenzia di stampa Ansa che gli Stati Uniti, in base alle nuove tariffe annunciate, riscuoteranno sulle esportazioni Ue poco più di 81 miliardi di dollari.
“Le nostre cifre dicono che si tratta di circa 290 miliardi di euro di esportazioni Ue con i dazi teorici del 20% da applicare dagli Usa”, ha spiegato la fonte ad Ansa, “sono circa 58 miliardi di dazi extra che applicherebbero sulle esportazioni Ue”. “Il 70% delle nostre esportazioni, verso gli Usa sarebbe colpito da tariffe”, ha aggiunto il funzionario europeo.
Nel frattempo, il commissario europeo al Commercio, Maros Sefcovic, ha annunciato che domani discuterà con i suoi omologhi statunitensi.
“I dazi ingiustificati inevitabilmente si ritorcono contro. Agiremo in modo calmo, graduale e unificato” – ha scritto Sefcovic su X –, “calibriamo la nostra risposta, lasciando tempo adeguato per i colloqui. Ma non resteremo inerti se non riuscissimo a raggiungere un accordo equo”.