Assicurazioni

Unipol, nel nuovo piano industriale centrali gli agenti e la bancassicurazione

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Gli agenti assicurativi e gli accordi di bancassicurazione sono gli elementi fondanti del nuovo piano industriale 2025 – 2027 presentato da Unipol. Secondo quanto reso noto dai vertici del gruppo la compagnia bolognese punta a conseguire nel 2027 una raccolta nel comparto Danni pari a 10,6 miliardi di euro (crescita annua composta del +4,9%) e una raccolta nel comparto Vita pari a 7,4 miliardi di euro (crescita annua composta del +4,8%) grazie al forte contributo della rete di agenti (la più numerosa in Italia) e agli accordi di distribuzione con le filiali della Bper e della Banca Popolare di Sondrio.

A livello reddituale, grazie anche ad una maggiore digitalizzazione di tutti i processi, ad una migliore gestione finanziaria degli investimenti sono attesi utili consolidati cumulati 2025-2027 pari a 3,8 miliardi di euro (+28% rispetto a quanto realizzato nel triennio 2022-2024).

Il focus sulla rete di agenti

Secondo i vertici di Unipol la rete di agenti continuerà ad essere un elemento centrale soprattutto nella vendita di prodotti del ramo Danni. Per sostenere la loro attività la compagnia si appresta a lanciare il nuovo gestione commerciale di Salesforce e a varare una strategia commerciale omnicanale che prevede la condivisione con loro dei clienti che hanno acquistato polizze sul canale digitale diretto.

Importante per l’amministratore delegato Matteo Laterza la continua specializzazione della rete di vendita vista la sempre maggiore complessità delle soluzioni. Previsto anche l’avvio della nuova figura del financial service specialist.

Le filiali bancarie continueranno invece a rappresentare il principale canale di vendita dei prodotti Vita e delle polizze sanitarie grazie ad accordi industriali di medio lungo termine per i quali è previsto un incremento della produttività attraverso l’evoluzione dell’offerta in termini di innovazione di prodotto e di servizi.

Escluse acquisizione nel mondo del gestito

Escluse dai vertici del gruppo eventuali acquisizioni di fabbriche prodotto nel mondo del risparmio gestito vista l’assenza di una rete distributiva di consulenti finanziari in grado di collocare questi prodotti.