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Tesla, Jp Morgan: “crollo titolo senza precedenti nel settore auto”

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Un crollo che non ha precedenti nella storia automobilistica. Così hanno definito gli analisti di Jp Morgan la brusca flessione in Borsa di Tesla: da inizio anno, le azioni del produttore di auto elettriche hanno lasciato sul terreno quasi il 59% della sua capitalizzazione di mercato. Una flessione che ha provocato una altrettanto drastica riduzione della capitalizzazione di mercato, passata da 1,54 trilioni di dollari dalla fine dello scorso a circa 777 miliardi di dollari.

Questo forte calo arriva mentre Tesla subisce un calo globale delle vendite e problemi di branding derivanti dalla politica del suo amministratore delegato. Nonostante le perdite dell’azienda, Tesla rimane la società automobilistica di maggior valore al mondo. Al secondo posto di Tesla c’è la storica casa automobilistica Toyota, che ha un valore di mercato di 292 miliardi di dollari.

Jp Morgan taglia target price

Gli analisti di JPMorgan hanno tagliato il loro obiettivo di prezzo su Tesla da 230,58 a 135 dollari (il 45% circa in meno rispetto ai valori attuali), abbassando la guidance sulle consegne di veicoli per il primo trimestre del 2025 a circa 355.000 – un calo dell’8% su base annua rispetto al primo trimestre del 2024.

“Facciamo fatica a pensare a qualcosa di analogo nella storia dell’industria automobilistica, in cui un marchio abbia perso così tanto valore così rapidamente”, hanno scritto, aggiungendo che l’esempio più vicino è stato quando i marchi automobilistici giapponesi e coreani hanno perso vendite a causa di ‘dispute diplomatiche’ con la Cina, rispettivamente nel 2012 e nel 2017. Ma in quel caso il “danno” era limitati a un singolo mercato, mentre il declino delle vendite di Tesla nel 2025 non è specifico di una sola nazione o geografia.

Per un momento, la grande scommessa di Elon Musk su Donald Trump sembrava aver pagato. Tesla è stata l’unica azienda produttrice di veicoli elettrici a vedere un’impennata delle proprie azioni subito dopo la vittoria elettorale del presidente a novembre. L’ipotesi di fondo sembrava essere che l’azienda di Musk avrebbe potuto trarre vantaggio dalla sua vicinanza a Trump. E per il suo ruolo consulente del presidente degli Stati Uniti con il compito di tagliare le spese delle agenzie federali. Poi, il vento è cambiato.

Nelle ultime settimane, gli showroom Tesla negli Stati Uniti sono stati teatro di proteste e di una serie di episodi di vandalismo. Al di là della reputazione del marchio, alcuni analisti temono che l’attenzione di Musk per le questioni politiche lo distragga nuovamente dalle sue attività principali.

“Il calo simultaneo delle aspettative di prezzo e di volume delle unità di Tesla ha coinciso con l’acquisizione di X, la piattaforma di social media precedentemente nota come Twitter”, hanno osservato gli analisti di JPMorgan.

Musk vede sfumare 100 miliardi

Il capitombolo in Borsa di Tesla è costato caro a Elon Musk, che ha subito una significativa perdita finanziaria, con il suo patrimonio netto che è diminuito di oltre 100 miliardi di dollari dall’inizio di dicembre 2024. Il patrimonio netto del tycoon è sceso a circa 330 miliardi di dollari, mantenendolo comunque al primo posto nella classifica delle persone più ricche del mondo, ma con una differenza significativa rispetto al secondo classificato, Mark Zuckerberg, il cui patrimonio è di circa 226 miliardi.

Prezzi bassi: opportunità di acquisto?

Ma non tutti vedono nero sul futuro di Tesla. È il caso di Morgan Stanley, che continua a intravedere diversi “catalizzatori” in grado di risollevare le quotazioni del titolo. Tra tutti il robotaxi, che dovrebbe arrivare sulle strade di Austin alla fine dell’estate, insieme a Optimus, il robot umanoide previsto entro la fine dell’anno. Tuttavia, le aspettative sui tempi di consegna di Tesla potrebbero essere mitigate, dato che il CEO ha una storia di mancate scadenze.

Ottimisti anche gli analisti di Wedbush Securities, che hanno inserito Tesla nella lista delle “migliori idee” d’investimento, hanno fissato un target a 12 mesi di 550 dollari per il titolo.

Bank of America, invece, ha ridotto il suo obiettivo da 490 a 380 dollari, rimarcando la diminuzione di immatricolazioni e la mancanza di aggiornamenti significativi da parte di Musk su un modello a basso costo. Anche Goldman Sachs ha abbassato il proprio target, portandolo da 345 a 320 dollari esottolineando come le vendite nei primi due mesi del 2025 siano calate in mercati chiave come Europa, Cina e alcune aree degli Stati Uniti.