Passera (Illimity): crediti Utp, dopo fine moratorie avremo un numero importante di posizioni
L’AD di Illimity Corrado Passera prevede per i prossimi mesi un aumento dei crediti non performing. Lo ha detto lui stesso a margine del Meeting di Cl di Rimini.
“Avremo un numero importante di posizioni” di imprese “che dopo la fine delle moratorie dovranno essere considerate ‘non performing'”.
“Noi siamo specializzati nel credito alla crescita delle Pmi: dove vediamo un potenziale di grande crescita noi ci mettiamo. Siamo specializzati anche nel campo delle imprese che hanno avuto qualche problema ma hanno la possibilità di rimettersi in moto, la categoria degli Utp (i crediti unlikely-to-pay), tipologia incagli più nota”.
In funzione del Covid “nei prossimi mesi, certamente nel corso del prossimo anno, avremo un numero importante di posizioni che dopo la fine delle moratorie dovranno essere considerate ‘non performing'”.
“La responsabilità delle banche – ha continuato l’ex ad di Poste e ministro dello Sviluppo economico del governo Monti – è saper individuare all’interno di questa categoria le tante aziende che se assistite possono essere rimesse a posto. Talvolta succede che quando un’azienda è in difficoltà la banca si tira indietro. Noi abbiamo la responsabilità di star vicino a quelle tante aziende che pur avendo avuto problemi anche a causa del Covid hanno le capacità, i prodotti, le tecnologie e la strategia per ritornare performing. Certamente il prossimo sarà un anno in cui molte situazioni dovranno essere affrontate”.
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Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
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