Tutela il tuo patrimonio: gestisci al meglio la liquidità sul conto
Pubblicato 12 Maggio 2021 • Aggiornato 13 Maggio 2021 11:53
old news
Roberta Porreca, consulente finanziario e patrimoniale
Gli interventi straordinari della Banca centrale europea a supporto dell’economia hanno fatto sì che tutti gli Stati, soprattutto l’Italia, venissero letteralmente inondati di liquidità. D’altra parte i cittadini, per paura della volatilità che in effetti è presente sui mercati, hanno trattenuto (e continuano a trattenere) grosse somme di denaro sui conti correnti.
Questo rappresenta un problema per le banche, perché con gli attuali tassi di interesse negativi sui depositi gli istituti devono pagare la Bce per detenere questa liquidità. C’è da dire che solo in Italia il conto corrente viene considerato una forma di deposito: nel resto del mondo questo non accade, perché specialmente negli altri Paesi europei qualsiasi conto corrente ha un costo fisso, e quindi nessun cliente lo utilizza a questo scopo.
Adesso anche l’Italia si è dovuta adeguare.
Nessuno è più in grado di remunerare con un tasso di interesse positivo il deposito sui conti correnti.
Questo comporta una serie di problemi per il risparmiatore: se non vuole perdere soldi, deve investire. Detenere liquidità è un’operazione anti-economica.
Investire vuol dire guadagnare e tutelare il proprio patrimonio da rischi imprenditoriali, e non solo.
Ma… come investire?
Qui entra in gioco il ruolo del consulente finanziario: il segreto di un bravo professionista del settore è la diversificazione degli investimenti del cliente. Un portafoglio diversificato non subisce gli effetti della volatilità di mercato, perché contiene diversi tipi di strumenti: obbligazioni, azioni, prodotti assicurativi e di risparmio amministrato. Ciascuno di questi elementi deve essere presente nelle giuste dosi, per garantire la massima tranquillità all’investitore.
Questa è la base dell’attività del consulente finanziario: chi dovesse investire in un solo prodotto, ad esempio azioni internazionali, non farebbe un lavoro corretto nei confronti del cliente, perché lo esporrebbe a un rischio altissimo. Il segreto per ottenere allo stesso tempo i giusti guadagni e la giusta tranquillità è appunto la diversificazione del portafoglio, e il valore aggiunto dei consulenti è proprio questo.
Ogni banca oggi dispone di strumenti che permettono di creare i “contenitori” più adatti a seconda del profilo del cliente, aiutandolo così a liberarsi della liquidità in eccesso, che produce solo commissioni e spese per i titolari dei conti correnti.
Oggi tenere un conto aperto in un’importante istituto di credito costa circa 250 euro all’anno soltanto di spese fisse, senza contare le eventuali commissioni applicate per la liquidità in eccesso. Per quale motivo un cliente dovrebbe decidere di lasciare il denaro fermo sul conto e non investirlo ad esempio in un’obbligazione, che anche se rendesse l’1% porterebbe comunque a un guadagno?
Cosa succede se c’è la necessità immediata di liquidità?
Per queste circostanze esistono delle forme di affidamento che permettono di ritornare in maniera veloce in possesso delle somme investite. È questo il genere di valutazioni che un consulente capace è in grado di fare, e queste valutazioni hanno sempre un punto fermo: tenere il denaro sul conto corrente per paura di un’eventuale crisi è un errore che si può pagare caro.
Questo articolo fa parte di una rubrica di Wall Street Italia dedicata ai consulenti finanziari che vogliono raccontare le loro esperienze e iniziative professionali. Se siete interessati a pubblicare una vostra storia scriveteci a: social.brown@triboo.it
L’autore è esclusivo responsabile del presente contributo, su cui non è eseguito alcun controllo editoriale da parte di Brown Editore S.r.l.. Il presente articolo non può costituire e non deve essere considerato in nessun caso una sollecitazione al pubblico risparmio o la promozione di alcuna forma di investimento, ne raccomandazioni personalizzate ai sensi del Testo Unico della Finanza
Iscriviti alla Newsletter per rimanere sempre aggiornato sul mondo dei mercati, dell'economia e della consulenza finanziaria.
Compilando il presente form acconsento a ricevere le informazioni
relative ai servizi di cui alla presente pagina ai sensi
dell'informativa sulla privacy.
Abbiamo ricevuto la tua richiesta di iscrizione. Conferma la tua iscrizione facendo clic sul link ricevuto via posta elettronica.
Se vuoi ricevere informazioni personalizzate compila anche i seguenti campi opzionali.
Compilando il presente form acconsento a ricevere le informazioni
relative ai servizi di cui alla presente pagina ai sensi
dell'informativa sulla privacy.
Una popolazione che invecchia, una base contributiva sotto pressione e una spesa previdenziale sempre più rilevante stanno creando un equilibrio fragile. Il punto non è fare allarmismo, ma guardare in faccia la realtà con pragmatismo economico e finanziario. Secondo l’INPS, al 1° gennaio 2025 risultano vigenti quasi 18 milioni di pensioni, per un importo complessivo annuo pari a 253,9 miliardi di euro. Inoltre, il 53,5% delle pensioni ha un importo inferiore a 750 euro.
In Italia si sta aprendo una delle più grandi transizioni patrimoniali della storia recente. Nei prossimi 10 anni, oltre il 60% delle imprese familiari sarà coinvolto in un passaggio generazionale: più di 700.000 aziende, che rappresentano circa l’80% del tessuto imprenditoriale nazionale. Parallelamente, il mercato delle operazioni straordinarie sta vivendo una nuova fase espansiva.
Esiste un paradosso silenzioso nella formazione finanziaria contemporanea delle aule universitarie italiane: si insegna a produrre analisi in un mondo in cui l’analisi è già automatizzata. Si continua a spiegare come costruire modelli finanziari riga per riga, mentre nei desk di investimento, l’analisi viene sempre più generata, sintetizzata e confrontata da sistemi di intelligenza artificiale.