Mps, Unisin: “No a fusioni che lasciano per strada migliaia di lavoratori”
“L’azione di messa in sicurezza e stabilizzazione di Mps deve proseguire salvaguardando i posti di lavoro ed i risparmi dei clienti, altrimenti si rischia di dilapidare quanto fatto finora”: è quanto afferma Emilio Contrasto, Segretario Generale di Unisin/Confsal riferendosi anche alla recente nota inviata dei Segretari Generali di FABI – FIRST – FISAC – UILCA e UNISIN al ministro dell’Economia Daniele Franco, con la quale viene richiesto un incontro urgente per discutere del futuro della più antica banca del mondo.
“I sindacati del settore non consentiranno che” eventuali fusioni di Mps con altri gruppi bancari, “avvengano sulle spalle dei lavoratori, lasciando per strada migliaia di esuberi e vanificando i grandissimi sacrifici fatti sino ad ora da tutti i dipendenti del settore ed in particolare dai colleghi del Monte che hanno direttamente contribuito al salvataggio della banca”.
“Per quanto ci riguarda”, conclude il Segretario Generale di Unisin/Confsal, “siamo convinti che i prossimi piani industriali e le nuove aggregazioni saranno un totale fallimento se non si valorizzeranno le professionalità interne, non si salvaguarderà l’occupazione e non si manterrà la presenza sui territori e il supporto a famiglie e imprese”
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Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.