Confcommercio: fiducia e consumi giù, ad aprile crescita ferma al palo
Ad aprile la crescita resterà ferma al palo. Così l’Ufficio Studi Confcommercio evidenzia un quadro generale debole, con fiducia e consumi in calo nei primi mesi dell’anno. A marzo l’indicatore dei Consumi Confcommercio è diminuito dello 0,7% in termini congiunturali e aumentato dello 0,2% su base annua.
Relativamente favorevole la dinamica della produzione industriale nel primo bimestre dell’anno, in contrapposizione al clima di fiducia di famiglie e imprese che mostra un marcato declino (al di là di oscillazioni puntuali trascurabili). Marzo è fortemente negativo per i consumi. Se nello stesso mese si registrerà una riduzione della produzione industriale e dell’occupazione si modificheranno al rialzo le probabilità di passare dalla stagnazione alla recessione.
Breaking news
Apertura negativa a Wall Street tra l’ondata di vendite sui titoli tecnologici e le rinnovate tensioni tra Stati Uniti e Iran. All’avvio delle contrattazioni odierne, il Dow Jones perde lo 0,59% a 50.543,14 punti, mentre il Nasdaq lascia sul terreno lo 0,73% a 25.479,39 punti. Negativo anche lo S&P 500, che ha aperto a -0,51% […]
Eni ha acquistato oltre 4 milioni di azioni proprie tra il 1° e il 5 giugno 2026, spendendo quasi 100 milioni di euro. Questa operazione fa parte del programma di buyback per offrire una remunerazione aggiuntiva agli azionisti. Dall’inizio del programma, Eni ha riacquistato 11 milioni di azioni. Il titolo di Eni continua a crescere a Piazza Affari.
Nella settimana conclusasi il 5 giugno, le richieste di mutui ipotecari negli Stati Uniti sono aumentate del 10,8%, segnando una ripresa dopo un precedente calo del 2,5%. Le richieste di rifinanziamento sono cresciute del 15,3%, mentre le nuove domande hanno registrato un incremento del 7,3%. I tassi sui mutui trentennali sono saliti al 6,60%, come riportato dalla Mortgage Bankers Associations (MBA).
La Borsa di Hong Kong ha chiuso in ribasso a causa delle tensioni in Medio Oriente e delle preoccupazioni per l’inflazione in Cina. Il settore tecnologico è stato particolarmente colpito, con significative perdite nei semiconduttori e nell’elettronica di consumo. Gli indici di Shanghai e Shenzhen hanno seguito il trend negativo, influenzati dall’aumento dei prezzi alla produzione.