Investitori: nel 2018 poco appetito per Bond extra Usa e azionario americano
Dai dati raccolti da Nomura in un’indagine sui flussi del denaro e sulle preferenze degli investitori nel 2018, emerge che i trader non hanno apprezzato gran che i bond americani. Invece per quanto riguarda la Borsa Usa, non piace troppo agli stranieri (vedi grafico).
Per il nono mese di fila, infatti, gli investitori extra Usa hanno venduto titoli azionari americani e a gennaio la fuoriuscita è la più intensa dal 2015. Una delle ragioni chiave è da ricercare nella pioggia di sell di dicembre 2018.

Da fine 2019 gli investitori americani hanno venuto i bond paesi dei stranieri tutti i singoli mesi tranne due. In gennaio hanno comprato obbligazionari extra Usa, ma anche in questo caso isolato il trend è stato negativo nel complesso.

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Apertura negativa a Wall Street tra l’ondata di vendite sui titoli tecnologici e le rinnovate tensioni tra Stati Uniti e Iran. All’avvio delle contrattazioni odierne, il Dow Jones perde lo 0,59% a 50.543,14 punti, mentre il Nasdaq lascia sul terreno lo 0,73% a 25.479,39 punti. Negativo anche lo S&P 500, che ha aperto a -0,51% […]
Eni ha acquistato oltre 4 milioni di azioni proprie tra il 1° e il 5 giugno 2026, spendendo quasi 100 milioni di euro. Questa operazione fa parte del programma di buyback per offrire una remunerazione aggiuntiva agli azionisti. Dall’inizio del programma, Eni ha riacquistato 11 milioni di azioni. Il titolo di Eni continua a crescere a Piazza Affari.
Nella settimana conclusasi il 5 giugno, le richieste di mutui ipotecari negli Stati Uniti sono aumentate del 10,8%, segnando una ripresa dopo un precedente calo del 2,5%. Le richieste di rifinanziamento sono cresciute del 15,3%, mentre le nuove domande hanno registrato un incremento del 7,3%. I tassi sui mutui trentennali sono saliti al 6,60%, come riportato dalla Mortgage Bankers Associations (MBA).
La Borsa di Hong Kong ha chiuso in ribasso a causa delle tensioni in Medio Oriente e delle preoccupazioni per l’inflazione in Cina. Il settore tecnologico è stato particolarmente colpito, con significative perdite nei semiconduttori e nell’elettronica di consumo. Gli indici di Shanghai e Shenzhen hanno seguito il trend negativo, influenzati dall’aumento dei prezzi alla produzione.