Si teme impatto rialzo dei tassi: la Borsa di Londra entra in fase di correzione
Stamattina la Borsa di Londra è entrata ufficialmente in una fase di correzione: all’apertura degli scambi il listino Ftse 100 ha toccato subito i minimi di sei mesi con un calo dell’1,58% (pari a meno 113 punti) a quota 7.032. Era da aprile che il listino dell’azionario britannico non raggiungeva un valore così basso.
Da maggio l’indice di riferimento della Borsa di Londra ha perso 900 punti pieni, pari a più del 10% (allora scambiava sopra quota 7.900). Quasi tutti i titoli scambiavano in rosso, tranne il gruppo minerario Randgold. Il rialzo dei tassi di interesse dopo anni di denaro facile pesa su tutta una serie di settori: significa interessi più alti da pagare nei mutui e per i prestiti aziendali.

Breaking news
Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play