Fitch rivede l’outlook a negativo, cita “governo non collaudato”
È arrivato il giudizio di Fitch è non è buono. Il rating sulla qualità del credito a lungo termine dell’Italia è stato confermato (a BBB), ma l’outlook è passato da stabile a negativo per via di un governo “nuovo” e “non collaudato”. È il primo parere in ordine temporale da parte di una grande agenzia di rating internazionale, il primo di una lunga serie che potrebbe cambiare le sorte dell’Italia. I prossimi, di Standard & Poor’s e Moody’s, arriveranno dopo la presentazione della cruciale legge di bilancio.
A preoccupare la società americana sono le prospettive per le finanze pubbliche, in quanto un’espansione fiscale lascerà il debito pubblico italiano molto elevato più esposto a choc potenziali. Fitch ritiene pertanto che i rischi al ribasso siano aumentati da marzo, in parte per via della natura dl governo e per “le differenze di politica importanti tra i due partiti della coalizione”. All’agenzia non piace la distanza che c’è tra le promesse dei partiti di governo e l’obiettivo dichiarato di ridurre il debito. Il rendimento dei Btp è salito al 3,241%, i massimi da maggio 2014, mentre lo Spread con i Bund si è ampliato in area 290 punti base, in seguito a un incremento di quasi 6 punti base.
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Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocità per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.