Goldman Sachs taglia stime sui rendimenti obbligazionari dei paesi G10
Goldman Sachs ci ripensa. Dopo aver predetto a inizio anno che i rendimenti dei decennali sarebbero saliti nel mondo nel 2018 sul presupposto di una crescita sostenuta e di un surriscaldamento dell’inflazione, oggi ha pubblicato un’analisi in cui vengono riviste al ribasso le stime sui rendimenti obbligazionari dei paesi del G-10. La banca ha anche apportato modifiche alle previsioni in ambito di politica monetaria e inflazione.
I cambiamenti apportati alle stime relative a Usa, Canada, Norvegia sono per la verità modesti quest’anno, mentre altrove la banca americana ha rivisto in maniera più decisa l’outlook dei rendimenti. Il motivo è che sia in area euro sia in Giappone, dopo aver esaminato le linee guida di Bce e Banca del Giappone di quest’estate e gli ultimi dati sull’inflazione, “abbiamo preso in considerazione un avvio più ritardato del percorso di normalizzazione delle politiche monetarie”. Per il Regno Unito, tenuto conto dei rischi associati alla Brexit, la revisione al ribasso dei rendimenti è stata di ben 50-60 punti base nel 2018.

Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.