Di Mauro Artibani, detto “l’Economaio“
Ciao Beppe (Grillo),
tu chiudi il pezzo di politica sul tuo blog così: Come diceva Renè Descartes, “se vuoi veramente conoscere la verità , almeno una volta nella vita devi dubitare, il più profondamente possibile, di tutte le cose“. Bene, io da qui riparto. Comincio dalle verità .
Renè, nel 17° secolo cambia i connotati all’uomo; con “l’io penso” lo affranca dal sovrannaturale, disincarnandolo, lo estrae pure dal naturale. Posto fuori dalla natura, in quegli stessi anni, nella “pittura di paesaggio” la rimira; nella “natura morta” la saccheggia. “Illuminato” da quel pensiero, libero da impacci, raggiunge vette inesplorate.
Tu, con i tuoi “vaffa”, hai prima sgretolato una politica negletta, appesa a politici da operetta, poi a sciabolate d’etica hai costruito l’alternativa. sei, con i tuoi sodali, la prima forza in Parlamento.
Io? Beh, studio l’Economia dei consumi, quella che gli accademici non scorgono e che le facoltà di Economia non insegnano. Dunque, da “economaio”, ancorché amorale, anch’io ne ho una: La crescita si fa con la spesa, non con la produzione nè con il lavoro*. Così vengono generati i 2/3 di quella ricchezza che, intascata dall’impresa e trasferita, serve magari a mal pagare il capitale, il lavoro poi pure la previdenza, l’assistenza, la sicurezza, la difesa, l’istruzione…..; giust’appunto, tutto quel che non può farsi con la de-crescita.
Beh, dette le verità , ora tocca ai dubbi. A Renè, che dal 1650 si è reso indisponibile, fischieranno le orecchie se, quel pensiero illuminato e disincarnato, sembra in parte responsabile di una Natura depredata al cui capezzale si lagnano gli eticisti d’ogni risma.
Tu, con i tuoi dubbi, dici: Questo sistema si è rotto, non funziona ma non avendone un altro migliore non ci resta che capire cosa non funziona. Io un’idea ce l’ho, il suo nome tecnico è “sortition“. Ma il suo nome comune è “selezione casuale“.
L’idea è molto semplice: “selezioniamo le persone a sorte e le mettiamo in Parlamento“.
Beppe, Dio/te/ne/renda/merito; io, da molti anni renitente al voto, ti vengo dietro. Ehi, ma per non cadere nella trappola del conflitto d’interessi, con questa sortition non smentisci pure quelli che hai concorso a far eleggere?
Beh, d’altronde al dubbio si paga un prezzo.
Non pago specifichi: “la selezione dovrebbe essere equa e rappresentativa del Paese. Il 50% sarebbero donne. Molti sarebbero giovani, alcuni vecchi, altri ricchi, ma la maggior parte di loro sarebbe gente comune”.
Eh no Beppe, sarĂ pure un eterogeneo microcosmo della societĂ , ma con un comune obbligo di ruolo, quello di dover fare la tanto esecrata spesa per generare quella non esecrata ricchezza per tutti.
Tutti? Beh, qua il dubbio viene a me: ti avevo già detto come, quella ricchezza, generata appunto dalla spesa, dalle Imprese venga poi trasferita ai fattori della produzione: Capitale e Lavoro. Dunque, nella vecchia economia della produzione questo meccanismo di trasferimento sembrava funzionare; nell’attuale economia dei consumi, che non incorpora tra i fattori la funzione della spesa, no. Da’ a chi troppo ha per poter spendere tutto, poco a chi non ha da spendere.
Bene, nel dubbio, la vedi la possibilità ? Ma si, un Senato con Senatori a caso che, non a caso fan tutti la spesa, avranno una voglia plebiscitaria** di ristrutturare, magari a norma di legge, quest’aggeggio di trasferimento inserendovi il remunero, proprio di quel fattore nuovo di zecca; buono per rifocillare il potere d’acquisto.
Quale potrà essere il dividendo che se ne può trarre, dici? Beh, ad occhio e croce, due piccioni con una fava.
Il primo, un tornaconto***, adeguato alla bisogna che compensi il ruolo svolto per tenere in equilibrio il sistema economico/produttivo e attivo il ciclo. Ci sono, nel mondo, grandi Imprese che giĂ lo fanno: rende.
Il secondo, per non perdere il suddetto tornaconto, nel trovare interesse alla responsabilità . Giust’appunto, se la Terra, malata, mette a rischio il futuro del nostro guadagno dobbiamo sventare questo rischio. Il modo: fare domanda di merci a basso impiego energetico ed eco-compatibili; pure quella di beni immateriali e di prodotti ignudi, svestiti dai packaging sfrontati.
E quando tutti in coro facciamo queste domande, beh, allora la domanda comanda e all’offerta toccherà ubbidire. Eh già , questo s’ha da fare per la nostra cara amica: rassodare la capacità riproduttiva e ripristinare quella di smaltire i residui.
Glielo dici tu a Renè?
* A un’impresa e a un lavoro sovraccapace questo accade: Un’ auto, prodotta ma non venduta, non è ricchezza, arrugginisce; il latte invenduto dopo tre giorni caglia; con il giornale, rimasto in edicola, il giorno dopo si incarta il pesce.
** Non in conflitto di interesse, fanno per l’interesse di tutti.
*** Il tornaconto del potere d’acquisto sta al felino che caccia per mangiare come il reddito di cittadinanza sta al fellone che mangia la pappa e fa le fusa.
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