Forex, dollaro accelera grazie a Powell: valute emergenti sotto pressione
La pioggia di vendite che si è abbattuta su peso e bond argentini si inquadra in un contesto di fuga degli investitori dagli asset valutari dei mercati in via di Sviluppo. Il presidente della Federal Reserve Jerome Powell ha detto ieri che ci sono “validi motivi” per pensare che le economie emergenti e gli investitori si aspettano un ciclo di rialzo dei tassi da parte della Fed e un rientro alla normalità delle politiche monetarie in altre aree del mondo.
Le dichiarazioni hanno dato nuovo carburante al dollaro, che sul Forex guadagna terreno nei confronti dell’euro, della sterlina e delle principali divise emergenti. Il peso cileno perde l’1,3%, lo zloty polacco l’1,2%, il peso messicano lo 0,9%, mentre il rublo russo, il rand sudafricano e il real brasiliano cedono tutti almeno mezzo punto percentuale nei confronti del dollaro.
Breaking news
Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play