Danimarca potrebbe alzare tassi nel 2018, indipendentemente dalla Bce
Indipendentemente da quello che farà la Bce, la Danimarca potrebbe alzare i tassi di interesse quest’anno. Prima del 2019 è pressoché impossibile che la Bce imponga una stretta monetaria e molto difficilmente cambierà drasticamente la sua strategia monetaria, almeno a giudicare dalle ultime dichiarazioni del suo presidente Mario Draghi, secondo il quale qualsiasi decisione sarà prevedibile e ponderata a lungo.
Se la Bce mette fine al programma di stimolo monetario straordinario quest’anno, come da attese, la banca centrale danese potrebbe però essere costretta ad alzare comunque i tassi di interesse a prescindere dalle decisioni in materia di tassi guida che saranno prese dalla Bce. La Nationalbank non adegua i suoi tassi di interesse in risposta all’inflazione, infatti, bensì per mantenere il valore della corona danese non lontano da quello dell’euro, in una sorta di peg tra le due divise. Per questo motivo, per mantenere agganciate le due valute, la banca centrale di solito si muove in tandem con la Bce.
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Wall Street apre in ribasso, influenzata dalle preoccupazioni per i conflitti in Medio Oriente tra USA e Iran. Nonostante questo, il mercato del lavoro USA mostra segnali positivi con l’occupazione privata superiore alle attese. Gli investitori attendono il rapporto ufficiale del Dipartimento del Lavoro.
Le richieste di mutuo negli Stati Uniti continuano a diminuire, con un calo del 2,5% nell’ultima settimana di maggio. Mentre le nuove domande restano stabili, le richieste di rifinanziamento scendono ulteriormente. I tassi sui mutui trentennali sono in discesa, secondo la Mortgage Bankers Association.
Le vendite di veicoli elettrici Tesla, prodotti nella Gigafactory di Shanghai, hanno registrato un incremento del 39,4% a maggio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo aumento si inserisce in un contesto di ripresa del mercato cinese dei veicoli elettrici, con altre aziende come BYD e Leapmotor che mostrano anch’esse significative crescite.
La Borsa di Hong Kong chiude in ribasso a causa delle tensioni in Medio Oriente, che hanno smorzato l’entusiasmo per l’intelligenza artificiale. L’indice Hang Seng scende dell’1,56%, mentre a Shanghai e Shenzhen si registrano lievi rialzi.