Tutto come previsto: Fed alza i tassi, previsioni più da falco del previsto
Come previsto dal mercato la Federal Reserve ha alzato i tassi di interesse di 25 punti base portandoli all’1,75%. Il comitato di politica monetaria della banca centrale Usa ha votato all’unanimità a favore dell’innalzamento del costo del denaro, uno scenario ampiamente atteso dagli analisti visto il rafforzamento delle condizioni macro economiche e l’andamento dell’inflazione. Alcuni investitori, tuttavia, potrebbero essere stati presi in contropiede dal grado al quale i funzionari della Fed hanno rivisto al rialzo le loro stime sui futuri rialzi dei tassi. La mediana del tasso dei fed funds stimato alla fine del 2019 (vedi grafico dei dot) è ora del 2,75-3% – esattamente in linea con le previsioni di Capital Economics, una fascia da considerare nella parte alta (e quindi falco) della forchetta.
Sul Forex il dollaro, che retrocedeva già prima dell’atteso rialzo dei tassi in Usa, perde lo 0,55%, con l’euro che si porta in area $1,2310. Gli analisti di Spreadex provano a dare una spiegazione: la debolezza del biglietto verde, che perde terreno non solo nei confronti dell’euro, ma anche dello yen e della sterlina, indica che forse il mercato teme che Jerome Powell non sarà falco quanto dovrebbe durante al conferenza stampa in corso. Al meeting odierno è meno una questione di quello che faranno le autorità monetarie “quanto piuttosto di come lo faranno”. Non si sa ancora, per esempio, quante strette monetarie aspettarsi quest’anno – se tre o quattro – e se Powell troverà le giustificazioni per un ciclo di rialzo dei tassi più aggressivo del previsto”.

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L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.
La Borsa di Tokyo ha registrato un calo, influenzata dalle tensioni in Medio Oriente e dalle previsioni deludenti di Broadcom. Il settore tecnologico, in particolare i titoli dei chip, ha subito una forte pressione, trascinando l’indice Nikkei in ribasso. Gli investitori mostrano cautela riguardo alla stabilità del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. Dati economici misti sul Giappone aggiungono ulteriori incertezze sul mercato.