Wall Street paga caro dimissioni di Cohn: Dow Jones in rosso nel 2018
La Borsa americana paga caro le dimissioni del top advisor economico alla Casa Bianca Gary Cohn, che ha rassegnato le sue dimissioni in aperta polemica con le politiche di stampo protezionista dell’amministrazione Trump. Il Dow Jones, in ribasso in avvio di seduta, ha infatti sperperato tutti i guadagni del 2018 raggiungendo l’S&P 500 nella lista degli indici di Wall Street che hanno un computo negativo nel 2018. Gli investitori temono che la dipartita di Cohn non faccia che lasciare strada libera a Donald Trump nella sua politica di imposizione dei dazi alle importazioni di acciaio e alluminio, cui l’ex di Goldman Sachs si opponeva, aumentando i rischi di una guerra commerciale a tutto campo.
Inoltre Cohn era ritenuto uno degli artefici principali della maxi riforma fiscale Usa che, varata alla fine dell’anno scorso, ha abbassato la corporate tax dal 35% al 21%. Come un titolo viene punito in Borsa quando se ne va un manager apprezzato dai piani alti di un’azienda quotata, allo stesso modo in questo caso i mercati hanno deciso di vendere in seguito all’addio di una persona apprezzata dai trader come Cohn. Il Dow Jones perde l’1,1% a quota 24.600 e ora è in calo dello 0,7% dai primi di gennaio. Nel frattempo l’indice S&P 500 cede lo 0,7% a 2.709 punti (prova negativa dell’1,4% da inizio anno), mentre il paniere composito del Nasdaq lascia sul campo lo 0,6% in area 7.328 (mantenendo comunque un rialzo del 6,1% nel 2018).
Breaking news
Apertura positiva a Wall Street. All’avvio delle contrattazioni odierne, il Dow Jones sale dello 0,13% a 50.721,51 punti, il Nasdaq guadagna lo 0,20% a 26.971,55 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,19% a 7.578,10 punti.
A maggio 2026, l’inflazione in Germania registra una sorprendente flessione. I dati preliminari di Destatis mostrano una diminuzione mensile dello 0,2%, contrariamente alle aspettative di un leggero aumento. Su base annua, i prezzi al consumo crescono del 2,6%, al di sotto delle previsioni. L’inflazione armonizzata e quella di fondo mostrano variazioni simili. Il rallentamento dei prezzi energetici contribuisce al quadro generale. I dati definitivi saranno disponibili il 12 giugno 2026.
Fincantieri, attraverso la controllata norvegese VARD, ha siglato un nuovo contratto con l’organizzazione di ricerca statunitense Inkfish per la progettazione e costruzione di una nave da ricerca oceanografica di nuova generazione destinata alle acque profonde
L’Istat ha diffuso le stime preliminari per maggio 2026, evidenziando un’accelerazione dell’inflazione in Italia. L’indice nazionale dei prezzi al consumo è aumentato del 0,4% rispetto al mese precedente e del 3,2% su base annua. L’incremento è influenzato principalmente dai prezzi energetici e dei servizi relativi ai trasporti e alla cura della persona.