Dow Jones verso maggiore rialzo dal Dopoguerra in primo anno presidenza
Basterebbe un incremento dell’1,3% del Dow Jones tra oggi e venerdì per permettere a Donald Trump di realizzare un record invidiabile: con un rialzo del 33% dell’indice delle blue chip, il presidente degli Stati Uniti diventerebbe il commander-in-chief che dal Dopo Guerra assiste al guadagno di Borsa maggiore nel suo primo anno alla Casa Bianca. Serve però una chiusura sopra quota 26.450 punti il 19 gennaio, un anno dopo l’insediamento di Trump, il 20 gennaio 2017.
Dopo l’apertura sostanzialmente invariata e dopo un nuovo record intraday toccato dal Dow Jones, Wall Street ha però preso la strada dei ribassi. I trader sono impegnati a digerire la chiusura sui nuovi massimi di ieri e le tante nuove indicazioni societarie ed economiche giunte prima del suono della campanella. Un giorno dopo aver chiuso per la prima volta nella sua storia sopra quota 26 mila punti, il paniere delle blue chip cede 70 punti (-0,27%). L’S&P 500 cede lo 0,13% mentre il Nasdaq è piatto.
Breaking news
FINMA conferma che tutte le misure richieste a seguito della conclusione del procedimento esecutivo del 2024 sono state implementate. Si concludono pertanto tutte le vertenze pendenti con i diversi Regolatori nei confronti di Leonteq.
Tassi fermi per la Bank of England (BoE) che decide di mantenere il costo del denaro al 3,75%. I commenti
Wall Street apre in rialzo con il Nasdaq che segna un +1,4%, trainato dal balzo di Intel del 10,7% dopo l’annuncio di una collaborazione con Apple per la progettazione di chip negli Stati Uniti. La Federal Reserve mantiene i tassi invariati, ma alcuni membri del comitato prevedono un aumento imminente. Il Dow Jones e lo S&P 500 registrano anch’essi incrementi significativi.
Negli Stati Uniti, la richiesta iniziale di sussidi di disoccupazione è scesa di 4.000 unità nella settimana terminata il 13 giugno, raggiungendo quota 226.000, secondo il Dipartimento del Lavoro. Questo dato ha superato leggermente le aspettative, che erano di 225.000. La settimana precedente è stata rivista al rialzo a 230.000 richieste. Tuttavia, il numero complessivo di persone che ricevono sussidi è aumentato di 24.000, arrivando a 1.810.000 nella settimana conclusasi il 6 giugno.