Fuga dal Venezuela: bond perdono un punto percentuale pieno
Sul mercato obbligazionario è in atto una vera e propria fuga dai Bond emessi dal Venezuela. I trader sono preoccupati dalla possibilità che gli Stati Uniti impongano sanzioni dopo il voto “nel sangue” di domenica sull’Assemblea Costituente. Durante gli scontri di ieri in Venezuela tra oppositori e forze governative sono morte 13 persone. Le autorità dell’Unione Europea dice di nutrire dei dubbi che i risultati delle elezioni sono da ritenere leciti, dal momento che il voto si è svolto in circostanze “dubbie e spesso violente”.
Il prezzo dei bond a lungo termine del paese denominati in dollari è calato di quasi un punto percentuale pieno stando ai dati degli schermi Thomson Reuters. Il valore dei Bond societari emessi dal gruppo petrolifero Petróleos de Venezuela è anch’esso in netto ribasso. L’azienda compra greggio dagli Stati Uniti e ne fa una miscela con il petrolio di sua produzione per poi esportarlo. Una qualsiasi misura punitiva dell’America danneggerebbe i profitti della società. Il Venezuela è il quarto paese esportatore di greggio al mondo ma attraversa da tempo una crisi economica.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.