UniCredit: euro varrà 1,20 dollari entro la fine dell’anno
Secondo gli analisti di UniCredit l’euro prima della fine dell’anno potrebbe toccare anche quota 1,20 dollari dopo aver superato ieri, nel giorno della riunione di politica monetaria della Bce, il livello chiave di $1,155. Ad aiutare la moneta unica dovrebbero essere le condizioni economiche in progressivo miglioramento in area euro e il caos politico in Usa.
“Penso che si sia rotto l’equilibrio nel cambio euro dollaro”: lo ha dichiarato all’emittente CNBC Vasileios Gkionakis, managing director e co-head of strategy research presso Unicredit. Secondo lo strategist “l’euro è da un po’ di tempo che è sottovalutato e ora il mercato – che prova ad anticipare gli eventi – inizia a scontare la normalizzazione dei tassi della Bce“.
Breaking news
A luglio, il settore manifatturiero e dei servizi del Regno Unito ha registrato un aumento degli indici PMI, secondo i dati preliminari di S&P Global. L’indice PMI manifatturiero ha raggiunto 52,8, mentre quello dei servizi è salito a 51,8.
Il Nikkei chiude in ribasso del 2,73% a causa del calo delle azioni Alphabet, alimentando timori sugli investimenti in intelligenza artificiale. Nonostante la perdita settimanale, l’indice ha guadagnato lo 0,7% rispetto alla settimana precedente. Il Topix scende dell’1,05%, mentre il Nikkei ha subito un calo dell’8% mensile, influenzato dal KOSPI sudcoreano e dal settore tecnologico.
Gli Stati Uniti impongono dazi tra il 10% e il 12,5% su importazioni da 60 economie, dopo un’indagine sulle pratiche di lavoro forzato nelle catene di fornitura. I prodotti di Messico, Regno Unito, Canada e India subiranno tariffe al 10%, mentre quelli dell’Unione Europea, Taiwan, Giappone, Svizzera e Corea del Sud saranno colpiti fino al 12,5%. Le nuove tariffe entreranno in vigore a partire dalle 12:01 ora di New York, con alcune esenzioni per merci già in transito.
Volkswagen ha rivisto al ribasso le sue aspettative di fatturato per l’anno, prevedendo un calo fino al 3%. La casa automobilistica affronta difficoltà in Cina, dove i produttori locali dominano il mercato dei veicoli elettrici. Nonostante il calo del 37% nelle consegne di gruppo in Cina nei tre mesi fino a giugno, Volkswagen prevede un miglioramento dei profitti nella seconda metà dell’anno, sostenuto dalla domanda dei nuovi modelli compatti elettrici.