Petrolio torna sotto i $45, dati Cina offuscano promesse saudite
Sui mercati energetici il prezzo del contratto sul petrolio Wti è ridisceso in area $45 dollari con le promesse saudite di un’estensione del programma di tagli alla produzione di petrolio fino a fine anno che sono state vanificate dalle deludenti cifre sulla bilancia commerciale in Cina. A deludere è stato soprattuto l’andamento in aprile delle importazioni della materia prima (-12%) e di risorse di base in generale nella seconda economia al mondo. A poco servono le indiscrezioni di Reuters secondo cui l’Opec vuole prolungare l’accordo per un taglio alla produzione di petrolio per almeno nove mesi.

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Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.
La Borsa di Tokyo ha registrato un calo, influenzata dalle tensioni in Medio Oriente e dalle previsioni deludenti di Broadcom. Il settore tecnologico, in particolare i titoli dei chip, ha subito una forte pressione, trascinando l’indice Nikkei in ribasso. Gli investitori mostrano cautela riguardo alla stabilità del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. Dati economici misti sul Giappone aggiungono ulteriori incertezze sul mercato.