Bce, Weidmann: si avvicina l’ora di ridurre piano di allentamento monetario
Secondo il presidente della Bundesbank, e membro con diritto di voto del board della Bce, si avvicina il momento in cui la banca centrale dovrà ridurre la portata del piano di acquisto di titoli di Stato e bond societari. In un’intervista allo Zeit Online, Jens Weidmann si è detto favorevole al tapering del Quantitative Easing della Bce, il programma straordinario di accomodamento monetario. Il numero uno della banca nazionale tedesca è preoccupato per la direzione che sta prendendo la politica commerciale degli Stati Uniti.
Sempre sul QE, secondo Vitas Vasiliauskas la Bce deve affidarsi alle linee guida già definite, mantenendo la forward guidance su QE e tassi. Il presidente della banca centrale della Lituania vorrebbe allo stesso tempo che a partire da quest’estate il board iniziasse a discutere dei tempi e dei modi con cui apportare una riduzione delle politiche di espansione monetaria, che dovrebbe avvenire prima dell’abbassamento dei tassi di interesse guida. Sul Forex, i due interventi poco accomodanti degli esponenti della Bce rafforzano leggermente l’euro, che guadagna altri 0,020 dollari sul biglietto verde a $1,0685.
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La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo
Borgosesia ha deliberato l’emissione in via scindibile di un prestito obbligazionario senior, non subordinato, non garantito, non convertibile e della durata di 3 anni per un ammontare massimo fino a 35 milioni di euro, prevedendo la data di prima emissione entro e non oltre il 30 giugno 2026
L’economia britannica, dopo un inizio anno promettente, ha subito una contrazione ad aprile a causa dell’impatto del conflitto in Iran. Il PIL è diminuito dello 0,1%, con un calo nei servizi che ha compensato i guadagni in altri settori. Questa situazione complica il compito dei politici e aumenta la pressione sul Primo Ministro.