Fuga dal rischio, tassi Treasuries a minimi in mesi (Grafico curva rendimenti)
Acquisti scatenati, oltre che sui Bund, anche sui Treasuries Usa, con i rendimenti che puntano con decisione verso il basso.
Quelli a 10 anni scivolano al 2,333%, al minimo dal 2 settembre, quando erano al 2,326%. Quelli a 5 anni scendono all’1,822%, al minimo anche in questo caso dal 2/9, quando erano all’1,802%.
Sempre ai minimi dallo scorso 2 settembre sono i tassi dei Treasuries a due e 30 anni, in ribasso rispettivamente all’1,157% e al 2,979%.

L’avversione al rischio porta gli investitori oggi a posizionarsi sugli asset considerati più sicuri dunque, riguardo al mercato dei titoli di Stato, sui Treasuries e sui Bund (con i rendimenti sui Bund a 2 anni crollati a -0,958%, al minimo dal 1991.

Sotto pressione l’azionario Usa, come si nota dal trend dei principali listini Dow Jones, Nasdaq e S&P 500
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Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.