Federal Reserve, tensione per prima riunione da quando Trump è presidente
La Federal Reserve dovrebbe mantenere invariate le sue politiche monetarie nella prima decisione sui tassi da quando Donald Trump si è insediato alla Casa Bianca. Prima di alzare il costo del denaro, sarebbe la terza volta in dieci anni di tempo, la banca centrale vuole ottenere ulteriori indicazioni dal fronte economico.
Il presidente Usa Trump ha promesso di investire nelle infrastrutture con soldi pubblici, di ridurre il carico fiscale, di allentare le norme di regolamentazione e di rinegoziare gli accordi commerciali per poter favorire il mercato del lavoro domestico grazie a una politica di stampo più protezionista.
La Federal Reserve si esprime alle 20 italiane domani, mercoledì 1 febbraio, alla conclusione della riunione di politica monetaria di due giorni che prende il via oggi. La presidente Janet Yellen non terrà una conferenza stampa. Una settimana fa Yellen ha sottolineato come la prima economia al mondo sia vicina a una piena occupazione e ha assunto un atteggiamento più da falco, quando ha detto che ci saranno “cattive sorprese” in ambito di inflazione se la Federal Reserve è troppo lenta con il ciclo di rialzo dei tassi.
Breaking news
Negli Stati Uniti, le richieste di sussidi di disoccupazione sono aumentate di 13.000 unità nella settimana conclusa il 30 maggio, raggiungendo un totale di 225.000, superando le previsioni di 215.000. Il dato precedente è stato rivisto al ribasso da 215.000 a 212.000. Il numero totale di beneficiari è diminuito di 8.000, attestandosi a 1.777.000 nella settimana terminata il 23 maggio.
Fincantieri, attraverso la controllata WASS Submarine Systems, ha firmato un Memorandum of Understanding con Magellan Aerospace Corporation per valutare nuove opportunità di cooperazione industriale nel settore della difesa subacquea in Canada. L’intesa, siglata in occasione di CANSEC 2026 a Ottawa, punta a rafforzare le capacità canadesi nel comparto underwater, con particolare attenzione ai siluri pesanti […]
Le Borse cinesi chiudono in negativo a causa delle crescenti tensioni commerciali con gli Stati Uniti e l’instabilità in Medio Oriente. L’indice Hang Seng e l’indice composito di Shanghai registrano perdite significative. L’amministrazione Trump annuncia nuovi dazi, colpendo anche la Cina.
La Borsa di Tokyo chiude in calo, influenzata dalle tensioni geopolitiche tra Iran e Usa e dagli attacchi in Kuwait. L’indice Nikkei scende dell’1,36%, mentre il Topix cala dell’1,11%. Softbank registra un forte ribasso a causa delle recenti dinamiche di mercato.