Brexit: sterlina ipervenduta, affossata da parole di May sul mercato comune
In un’intervista a Sky News, la premier britannica Theresa May ha chiarito che quando Londra dirà addio dall’Ue la sua priorità sarà quella di mantenere il controllo delle politiche migratorie e non quella di favorire l’accesso al mercato unico europeo. I negoziati sulla Brexit saranno tenuti pensando a fare l’interesse delle aziende britanniche, ha aggiunto la leader conservatrice.
Sui mercati la sterlina accusa il colpo e scivola in area 1,22 dollari. Sono livelli minimi che non vengono testati da fine ottobre. Per alcuni esperti ci stiamo avvicinando a livelli di ipervenduto per altri come quelli di Goldman Sachs la vaaluta britannica scenderà sul prezzo di 1,14 dollari entro fine anno.
Secondo gli analisti finché non ci sarà maggiore chiarezza politica gli investitori continueranno a ignorare i fondamentali. La sterlina non è ancora la divisa più shortata, ma se scivola sotto la soglia di 1,20 dollari potrebbe improvvisamente diventare una ghiotta opportunità di acquisto. Secondo Geoffrey Yu di Axa IM la sterlina ha un valore a lungo termine più alto di euro o peso messicano.

Breaking news
Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play