Draghi su Italia: banche vulnerabili da tempo, fiducia in governo. Euro non a rischio
“I problemi dell’Italia sono ben noti” e le vulnerabilità delle banche italiane sono presenti da molto tempo. E’ quanto afferma Mario Draghi, rispondendo a una domanda su quanto sia preoccupato riguardo alle condizioni di salute del ‘sistema bancario italiano.
“Sono fiducioso sul fatto che il ‘governo-italiano” saprà affrontare le diverse questioni.
Interpellato di nuovo sulla questione dell’incertezza politica in Italia, Draghi non risponde direttamente alla domanda, ricordando come l’incertezza sia presente ovunque nel mondo.
“Riguardo a quello che la Bce può fare, questo è un interrogativo aperto..possiamo continuare nella nostra politica monetaria accomodante, ma il punto è che i paesi che hanno bisogno di riforme devono metterle in atto a prescindere dal clima di incertezza politica“.
Detto questo, secondo Draghi la crisi che si è aperta nel panorama politico italiano non mette a rischio l’euro.
“In questa fase non intravediamo rischi per l’euro” legati al clima che si è generato in Italia con la vittoria del NO al referendum costituzionale: anche perchè “i fondamentali economici sono più solidi rispetto a cinque anni fa, quando invece il rischio contagio si era presentato”.
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Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.