15:19 giovedì 24 Novembre 2016

Oro rimarrà sotto pressione fino a gennaio: colpa della Fed

Le quotazioni dell’oro scambiano da ieri sotto i 1.200 dollari l’oncia. È la prima volta da febbraio che viene bucata al ribasso tale cifra. Sui mercati sul valore del bene rifugio per eccellenza pesa il rafforzamento del dollaro e le prospettive per una stretta monetaria negli Stati Uniti: quella che quasi certamente imporrà la Fed a dicembre sarà soltanto la seconda negli ultimi dieci anni.

Ormai l’era dei tassi zero volge al termine e la performance del metallo potrebbe subire ulteriori cali da qui fino al 14 dicembre, giorno della riunione di politica monetaria della Federal Reserve: un aumento dei tassi riduce infatti l’attrattiva dell’oro sui mercati finanziari (segui live blog).Come spiega all’emittente Cnbc Mihir Kapadia, CEO e fondatore Sun Global Investments, “anche se l’oro potrebbe ottenere un sostegno stagionale (di calendario) a dicembre e gennaio, un contesto con tassi più alti a gennaio finirà per ridurre i ritorni da investimento per chi ha creduto nell’oro”.

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Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocità per la prima economia mondiale

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Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.

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