Fitch, downgrade rating a record. E i debiti continuano a salire
Nei primi nove mesi del 2016, il numero di downgrade sui rating dei debiti sovrani si è attestato a livelli record. Ben 21 sono stati i paesi colpiti dal taglio del rating. E’ quanto emerge da un report di Fitch.
Il boom dei downgrade si spiega con la presenza di rischi macroeconomici, ma anche con i tentativi in diversi paesi di promuovere il protezionismo sui commerci e il successo dei movimenti populisti.
James McCormack, responsabole globale dei debiti sovrani presso Fitch Ratings, fa notare che, sebbene dopo la frase “whatever it takes” di Mario Draghi, numero uno della Bce, i rendimenti dei bond sovrani siano scesi, i livelli del debito continuano a salire.

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Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocitĂ per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La societĂ prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.