FXCM: report occupazionale Usa è un assist per la Fed
Secondo l’analista di FXCM Matteo Paganini il rapporto occupazionale pubblicato in Usa, che ha mostrato la creazione di 156 mila posti di lavoro in settembre, meno del previsto, è da considerare “tutto sommato positivo” e rappresetna dunque un assiste per la Fed che avrà le mani libere per potere imporre una stretta monetaria entro fine anno. Il dato conferma la creazione di posti di lavoro in Usa e “potrebbe risultare propedeutico a un rialzo di tassi nel mese di dicembre (attualmente la nostra call ufficiale rimane questa, vedremo se nel corso di novembre cambieranno le condizioni ma, ad ora, lo sosteniamo da più di un anno a questa parte)”.
“Le reazioni iniziali sono state di vendita di dollaro americano (situazione a parte per la sterlina contro dollaro dopo il crollo avvenuto questa notte); le borse hanno tentato di raggiungere i massimi e non escludiamo tentativi di estensione ulteriore in virtù di un ragionamento che permette ricerca di rendimenti sui listini da qui alle prossime settimane, in attesa di comprendere come si formeranno le aspettative per dicembre (in caso di maggioranza importante che preveda un taglio, le borse potrebbero cominciare a stornare)”.
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Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.
La Borsa di Tokyo ha registrato un calo, influenzata dalle tensioni in Medio Oriente e dalle previsioni deludenti di Broadcom. Il settore tecnologico, in particolare i titoli dei chip, ha subito una forte pressione, trascinando l’indice Nikkei in ribasso. Gli investitori mostrano cautela riguardo alla stabilità del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. Dati economici misti sul Giappone aggiungono ulteriori incertezze sul mercato.