Panetta (Bankitalia): “Dal 2011 a oggi crescita sotto livelli pre-crisi”
ROMA (WSI) – Sulla crescita in Italia gli istituti di ricerca sono stati troppi ottimisti. A dirlo Fabio Panetta, vicedirettore generale di Bankitalia, nel corso del convegno dal titolo “Obbligati a crescere”.
Panetta ha sottolineato che dal 2001 ad oggi la crescita dell’Italia sia stata al di sotto dei livelli pre-crisi.
“La debolezza della ripresa dipende soprattutto dai bassi investimenti. Il suo contributo alla ripresa rimane modesto, mezzo punto l’apporto al Pil, rispetto agli 8 decimi delle media europea e di 1,5 punti in Spagna. I segnali di ripresa stentano a tradursi in un atto di fiducia, quale l’investimento è, sul futuro della nostra economia”.
Il vice dg di Banca d’Italia ha poi espresso la sua ricetta per uscire dall’impasse.
“E’ necessario proseguire una politica orientata allo sviluppo, in particolare alleggerendo ulteriormente il peso delle imposte sui fattori della produzione. Pur nell’ambito dello spazio di manovra ridotto in cui la politica di bilancio si trova oggi ad operare (…) Aumentare la crescita potenziale in Italia è possibile, il ritorno all’accumulazione ne è la chiave”.
Breaking news
Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.