Mps volatile, Unicredit -2%. Analista: “molto difficile fare trading su banche italiane”
Guardando ad altri titoli scambiati sul Ftse Mib di Piazza Affari, attenzione come sempre alle banche, con Mps che rimane osservata speciale dopo le notizie che riguardano l’addio del presidente Tononi, e l’arrivo del prossimo amministratore delegato, Marco Morelli.
Titolo debole, sale di appena +0,36%, a 0,2248 euro ma resiste alle vendite che travolgono altri bancari, come Bper -1,59%, BPM -1,35%, Banco Popolare -1,49%. Negativa anche Intesa SanPaolo -0,29%, Unicredit male con -2,34%, Ubi Banca -1,90%, Mediobanca -1,42%.
Unicredit, che sottoperforma il mercato, sconta la decisione degli analisti di Exane di ridurre il target sul prezzo da 3,60 a 3 euro. Confermato il rating outperform.
Tornando a Mps, così commenta la situazione Francesco Castelli, portfolio manager presso Banor Capital, intervistato da Cnbc:
“Crediamo che una volta che il risanamento sarà completato, Mps non sarà un cattivo affare. Detto questo, il piano, così come è stato presentato alla fine dell’estate, non ci convince. E’ molto difficile, al momento, fare trading sul settore (bancario) italiano. Ci sono forse opportunità di trading, ma la situazione è complicata. In Italia, ci vuole molto tempo per le operazioni di aumento di capitale. Per Mps, avverrà probabilmente tra gennaio e marzo”.
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