Fed, dopo verbali è Dudley ad affossare mercati: Wall Street sui minimi
Dopo i verbali sono state le parole pronunciate dal presidente della Fed di New York a deprimere i rialzisti. Bill Dudley ha spiegato che un rialzo dei tassi a giugno o al massimo luglio è “possibile se i dati macro confermano l’outlook positivo” dell’economia.
La politica monetaria della Federal Reserve “resta dipendente dai dati macroeconomici”, ma, poiché i timori di inizio anno “sono diminuiti” e le previsioni sono per una crescita dell’economia “al di sopra dei trend con un tasso di disoccupazione in calo”, è possibile che la Banca centrale americana adotti la seconda stretta monetaria in dieci anni di tempo già dalla prossima riunione.
L’idea non è piaciuta al mercato, che ormai al primo segnale di possibile irrigidimento monetario della Fed vende a piene mani. Wall Street è scivolata ai minimi di seduta mentre la Borsa di Milano ha chiuso in calo di quasi l’1%. L’opinione di Dudley conta: è l’unico membro con diritto permanente di voto della Fed a non aver mai dissentito dalle decisioni del FOMC, il braccio di politica monetaria della Fed.
Breaking news
Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.