Economia italiana rischia, l’allarme arriva dalla stessa Istat
ROMA (WSI) – L’economia italiana rischia rallentamenti. A lanciare l’allarme l’Istat nella sua nota mensile in cui rende noto che nel mese di febbraio l’indicatore composito anticipatore dell’economia si è fermato.
Uno stop che preannuncia una battuta d’arresto per l’attività economica nel breve termine. A sorreggere la previsione anche l’andamento dell’indice di fiducia delle imprese che nei primi mesi del 2016 appare altalenante.
“In aprile si è registrato un sensibile miglioramento della fiducia nei servizi di mercato e nelle costruzioni cui si è accompagnato un aumento moderato nella manifattura; per contro il commercio al dettaglio ha segnato un ulteriore peggioramento dopo la flessione in marzo”.
Se nell’eurozona il Pil nel primo trimestre 2016 è cresciuto significativamente, in Italia si sono registrati segnali postivi dovuti alla produzione industriale in miglioramento, al consolidamento dell’occupazione permanente, alla riduzione della disoccupazione e alla crescita del potere di acquisto delle famiglie, ma c’è una grande incognita che rischia di mettere in crisi tutta l’economia.
“L’evoluzione del clima di fiducia rimane incerta e l’indicatore composito anticipatore dell’economia italiana segnala rischi di un rallentamento dell’attività economica nel breve periodo”.
Breaking news
Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.