Valutario: euro visto salire a 1,18 entro l’anno prossimo
Alla fine i fondamentali economici e monetari hanno prevalso e “il dollaro si è imbacato in un ridimensionamento che si protrarrà per più trimestri, correggendo il precedente eccesso di rialzo”. A dichiararlo sono gli analisti di UniCredit con un commento ai marcati movimenti sui cambi valutari innescati ieri dai segnali di moderazione lanciati dalla Federal Reserve. Se alcuni mesi fa qualcuno prevedeva un rally del biglietto verde, fino a tornare alla parità con l’euro, ora la direzione è tutt’altra e secondo UniCredit la valuta condivisa si attesterà a 1,12 dollari per fine 2016 e continuerà a salire, fino a 1,18 per la fine del prossimo anno.
“Vediamo chiaramente rischi di un apprezzamento più netto”, rileva Vasileios Gkionakis, direttore della strategia sui cambi valutari. “La Federal Reserve sta riparando verso una linea più morbida di quella già accomodante attesa dai mercati. Ed è decisivo visto che il dollaro non avrebbe potuto sostenere i precedenti guadagnai anche con un percorso di normalizzazione dei tassi”.
L’analista rivendica di aver evidenziato da tempo l’eccessivo rialzo della valuta americana. “Inizialmente avevamo pronosticato un processo di moderazione più graduale, ma la morbidezza della Fed e il ridimensionamento degli interventi sui cambi di altre banche centrali – conclude – suggeriscono ora la possibilità di una correzione più repentina”.
Oggi l’euro ha superato la soglia di 1,13 dollari, avvicinandosi ai massimi di 5 mesi malgrado il potenziamento delle manovre espansive straordinarie e il taglio di tutti e tre i tassi principali decisi dalla Bce.
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Petrolio fiacco in avvio di giornata. Nonostante via siano pochi segnali di progresso nei colloqui tra Stati Uniti e Iran, il mercato petrolifero continua a essere influenzato dalle aspettative di un accordo imminente
I principali dati macro in uscita oggi, venerdì 5 giugno 2026
L’apertura di Wall Street è stata caratterizzata da un andamento contrastato, influenzato dal calo dei titoli dei semiconduttori e dalle tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran. Broadcom ha registrato un significativo calo del 14% a causa di risultati trimestrali deludenti, mentre altri titoli del settore tecnologico e del petrolio hanno subito variazioni negative.
Negli Stati Uniti, le richieste di sussidi di disoccupazione sono aumentate di 13.000 unità nella settimana conclusa il 30 maggio, raggiungendo un totale di 225.000, superando le previsioni di 215.000. Il dato precedente è stato rivisto al ribasso da 215.000 a 212.000. Il numero totale di beneficiari è diminuito di 8.000, attestandosi a 1.777.000 nella settimana terminata il 23 maggio.