Mutui: Abi, tassi sempre più bassi. Toccano il minimo storico
ROMA (WSI) – Ennesima flessione per i tassi di interesse sui mutui, che in Italia hanno testato un nuovo minimo record. Stando a quanto riportato dall’ABI nel suo report mensile, nel mese di febbraio il tasso medio sui nuovi prestiti alle famiglie per l’acquisto di abitazioni è sceso al 2,40% dal 2,49% di gennaio. Sul totale delle nuove erogazioni circa i due terzi sono a tasso fisso
Sui finanziamenti alle imprese, il tasso medio è sceso all’1,90% dal 2,03% di gennaio.
In discesa anche i tassi di interesse dei prestiti bancari, con quello medio sul totale dei finanziamenti che si è attestato al 3,20%, dal 3,25% di gennaio, toccando anche in questo caso un nuovo minimo storico.
I finanziamenti erogati a favore di aziende e famiglie hanno riportato una performance praticamente invariata, segnando +0,04% su base annua, comunque in ripresa rispetto al calo -0,58% di gennaio, e soprattutto rispetto al record negativo del novembre del 2013, quando la performance era stata di un crollo -4,5%. Il mese scorso, sottolinea Palazzo Altieri, l’ammontare dei finanziamenti è stato di 1.826,8 miliardi, “nettamente superiore, di quasi 150 miliardi, all’ammontare complessivo della raccolta, 1.678,2 miliardi”, mentre dalla fine del 2007, prima dell’inizio della crisi, a oggi “i prestiti all’economia sono passati da 1.673 a 1.826,8 miliardi, quelli a famiglie e imprese da 1.279 a 1.414 miliardi”.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.