Euro schizofrenico, supera $1,11. Draghi ha fatto una gaffe?
ROMA (WSI) – Caos totale sui mercati valutari, dopo le dichiarazioni che Mario Draghi, numero uno della Bce, ha rilasciato in occasione della conferenza stampa successiva all’annuncio sui  tassi .
La moneta ha testato il valore più basso in sei settimane nei confronti del dollaro subito dopo l’annuncio delle nuove misure straordinarie che la Bce ha deciso di adottare. E ha continuato a scendere, cedendo -1,5%, anche durante la conferenza stampa di Draghi.

Poi, proprio verso la fine, è arrivata la cocente delusione dei mercati. Draghi, nel rispondere alla domanda di un giornalista, si è infatti così espresso:
“Partendo dalla prospettiva di oggi e prendendo in considerazione il sostegno alla crescita e all’inflazione che arriverà dalle nostre misure, non anticipiamo che sarà necessario ridurre i tassi ulteriormente. Ovviamente, nuovi fatti possono cambiare la situazione e l’outlook”.
I timori che con le misure di oggi possano essersi conclusi i bazooka monetari di Draghi e le sorprese della Bce hanno innescato improvvisamente gli acquisti sull’euro, che sta rimbalzando con decisione e che arriva a superare, con un rialzo +1% circa, anche la soglia di $1,11.

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Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.