Bce taglia tassi a zero e distribuisce soldi dal cielo

10 Marzo 2016, di Daniele Chicca

FRANCOFORTE (WSI) – Come già aveva fatto Kuroda della Banca del Giappone, Draghi ricorre agli effetti speciali, approfittando del fatto che un falco del board come Jens Weidmann della Bundesbank non aveva diritto di voto a marzo. La Bce ha abbassato tutti e tre i tassi principali e comprerà bond societari non finanziari: è un po’ come dare soldi direttamente ai cittadini.

Il banchiere è riuscito a sorprendere i mercati, tagliando il tasso di interesse di riferimento allo 0%, portandolo ai nuovi minimi storici, e non solo il tasso di deposito, che è sceso al -0,4%. L’attesa dei mercati era per un tasso di deposito in calo di altri dieci punti base dal -0,3% precedente e un mantenimento del costo del denaro al minimo di 0,05%. Anche il marginal lending rate è stato rivisto al ribasso, allo 0,25%. Draghi ha inoltre lanciato una nuova operazione TLTRO a 4 anni con partenza giugno 2016 con possibilità di avere un tasso che può arrivare fino al tasso sui depositi (-0,40%).

Nel parco di titoli di Stato acquistabili nel quadro del piano straordinario di espansione monetaria verranno aggiunti corporate Bond emessi da aziende non finanziarie. Questa è la misura più sorprendente: nemmeno la Federal Reserve all’apice della crisi finanziaria del 2008 aveva osato tanto. Tre quarti degli economisti interpellati da Bloomberg si attendevano un potenziamento di durata e/o portata del programma di Quantitative Easing, la cui gittata verrà alzata a 80 miliardi al mese e la cui operatività si estenderà fino ad almeno la fine di marzo 2017.

Nel test finale dell’onnipotenza delle banche centrali, Mario Draghi cercherà di rifarsi una reputazione durante la consueta conferenza stampa dopo aver rinunciato a fare ricorso al bazooka nella riunione di dicembre. Il banchiere dovrà cercare di spiegare come mai la banca ha fatto ricorso a misure tanto aggressive. La situazione è così drammatica? La reazione dei mercati finanziari a caldo è quella che sperava la Bce, ma gli investitori hanno bisogno di ricevere ulteriori delucidazioni. Borse e dollaro sono molto richiesti, l’oro e l’euro sono venduti. Ma il rally più importante è quello dei bond societari.

Puoi seguire live la conferenza e la reazione degli analisti qui sotto:

Wall Street Italia trasmette in esclusiva la diretta video con cui FinanzaOnLine accompagnerà gli investitori a capire i possibili risvolti per i mercati finanziari delle decisioni del board della Bce con le analisi, le stime e i commenti di alcuni dei più importanti esperti italiani del settore presenti in studio e in collegamento telefonico

Il Liveblog è terminato

Daniele Chicca 10 Marzo 201614:03

Il mercato è confuso dopo la sorpresa, ma nel complesso soddisfatto. A caldo gli investitori comprano asset rischiosi. Le Borse fanno un balzo del 3%. I prezzi dei bond dei paesi della periferia sono i più richiesti: i Bonos spagnoli vedono un calo di 16 punti base dei rendimenti, mentre i tassi a due anni sui Bund aumentano di 4 punti base al -0,5%. Sul valutario al momento l’euro perde un punto e mezzo percentuale. Prima dell’annuncio della banca centrale, la moneta unica cedeva lo 0,74% sul dollaro a $1,0918 ora vale $1,0837.

Laura Naka Antonelli 10 Marzo 201614:33

La mossa di Draghi ha un effetto immediato sul mercato dei debiti sovrani dell’Eurozona.  Lo spread BTP-Bund cede oltre -7% a 107 punti circa, a fronte di tassi sui BTP decennali che crollano quasi -11% all’1,25% e i tassi sui Bund tedeschi che precipitano oltre -27%, allo 0,1759%.

Laura Naka Antonelli 10 Marzo 201614:36

Tonfo dell’euro che accelera al ribasso cedendo oltre 1%, e scivolando anche sotto la soglia di $1,09, a $1,0866, soffrendo la perdita più forte dallo scorso novembre. Subito dopo l’annuncio della Bce, l’euro ha perso -0,5% a JPY 124, mentre il dollaro si è rafforzato sullo yen recuperando quota JPY 114.

Laura Naka Antonelli 10 Marzo 201614:42

Inizia la conferenza stampa di Mario Draghi, numero uno della Bce. Draghi inizia con il dire che il Consiglio Direttivo della Bce ha condotto una “revisione approfondita” della situazione monetaria dell’Eurozona, dando vita a un piano che sosterrà la ripresa economica e accelererà il ritorno dell’inflazione vicino, ma sotto la soglia del 2%, rispetto al -0,2% a cui viaggia al momento. Draghi ha confermato che il tasso di interesse di riferimento è stato tagliato allo zero e che la Bce ha incrementato il suo piano di QE a 80 miliardi di euro di acquisti al mese. Nel piano, ha confermato, entreranno a far parte anche i bond corporate con rating investment-grade emessi dal comparto non bancario. 

Laura Naka Antonelli 10 Marzo 201614:43

Draghi fa anche un nuovo annuncio che non era compreso nella nota della Bce. La Bce, afferma, acquisterà fino al 50% di un determinato tipo di bond attraverso il suo piano di QE, in deciso rialzo rispetto al 33% deciso in precedenza.

Laura Naka Antonelli 10 Marzo 201614:48

Draghi conferma il lancio da parte della Bce di quattro nuove operazioni di finanziamento a favore delle banche, attraverso cui erogherà prestiti a quattro anni con un tasso che potrà avere lo stesso valore del tasso sui depositi, ovvero al -0,4%. Il che significa che la banca centrale pagherà le banche per erogare loro prestiti.  

Laura Naka Antonelli 10 Marzo 201615:21

Draghi ha reso noto anche che la Bce ha tagliato le stime di crescita sull’Eurozona, per il 2016, dal +1,7% atteso tre mesi fa, al +1,4%. La decisione è stata motivata con le prospettive più deboli della crescita globale, e con il fatto che i rischi sono al ribasso.

Laura Naka Antonelli 10 Marzo 201615:26

Per il 2017, la Bce prevede ora un rialzo del Pil dell’1,7% (la stima è invariata rispetto a quella di dicembre) e dell’1,8% nel 2018.

Laura Naka Antonelli 10 Marzo 201615:29

Draghi ha reso noto che probabilmente l’inflazione dell’Eurozona rimarrà negativa nell’arco dei prossimi mesi, prima di recuperare terreno. In base alle previsioni aggiornate, la Bce prevede ora per il 2016 un tasso di inflazione di appena lo 0,1% nel 2016 (contro l’1% atteso a dicembre), dell’1,3% nel 2017 (contro l’1,6% atteso a dicembre) e all’1,6% nel 2018, ancora al di sotto del target fissato al 2%.

Laura Naka Antonelli 10 Marzo 201615:34

Movimenti all’insegna della volatilità per l’euro, che è sceso fino al minimo in sei settimane nei confronti del dollaro, segnando una flessione -1,6% fino a $1,0825, per poi rimbalzare, sulla scia delle dichiarazioni di Mario Draghi, numero uno della Bce, che ha risposto, alla domanda di un giornalista che gli ha chiesto fino a che punto i tassi di interesse possono essere ridotti. “I tassi rimarranno bassi, molto bassi, per un periodo lungo di tempo. Non anticipiamo che sarà necessario ridurre i tassi ulteriormente…ovviamente, nuovi fatti potrebbero cambiare il quadro”. E improvvisamente l’euro torna a salire oltre $1.10.

Laura Naka Antonelli 10 Marzo 201615:38

Ora euro sale +1% circa nei confronti del dollaro, riagguantando e superando la soglia di $1,10, dopo che Mario Draghi, numero uno della Bce, ha affermato che al momento non viene ravvisato il bisogno di procedere ulteriormente a un taglio dei tassi , in futuro, dopo quelli già operati.

Laura Naka Antonelli 10 Marzo 201615:43

Rispondendo alla domanda di un giornalista, Draghi ha affermato che le decisioni che sono state annunciate oggi sono state adottate dal Consiglio Direttivo della Bce.con una grande maggioranza, escludendo dunque una decisione presa all’unanimità. Draghi ha anche affermato che l’assenza del numero uno della Bundesbank, il falco tedesco Jens Weidmann, non ha inciso sulla decisione. 

Laura Naka Antonelli 10 Marzo 201615:46

Alla domanda se la Bce stia pensando all’opzione dell'”helicopter money”, Draghi ha risposto che si tratta di un “concetto interessante”, che il Consiglio direttivo non ha ancora studiato. “Non abbiamo pensato o parlato dell’helicopter money”, ha detto. 

Laura Naka Antonelli 10 Marzo 201615:48

Draghi insiste che l’Eurozona non versa in una condizione di deflazione (anche se i prezzi stanno al momento scendendo). Il banchiere ha confermato l’intenzione della Bce di essere sempre pronta ad agire. “Se ci arrendessimo, avremmo una deflazione che incrementerebbe il valore reale del debito”.