Morando: “FS in Borsa nel 2017, nel 2016 Enav”
MILANO (WSI) – Slitta al 2017 la quotazione in Borsa delle Ferrovie dello Stato mentre entro quest’anno ci sarà quella di Enav. A renderlo noto il vice Ministro dell’Economia Enrico Morando intervistato da Affaritaliani.it.
“La scansione temporale di queste operazioni può essere diversa, in base alle esigenze, rispetto a quello che era stato programmato, anche in rapporto all’attuale considerazione della situazione sui mercati finanziari, però la scelta strategica di procedere in quella direzione, sia in un caso sia nell’altro, non mi pare sia oggetto di ripensamento da parte del Governo”.
L’IPO ci sarà per entrambe le aziende già nel 2016? “Nel caso di Enav penso proprio di sì” – dice il viceministro Morando. E per Ferrovie dello Stato?
“Mi pare che stia prevalendo l’esigenza di procedere nel corso del 2016 ad una operazione di ristrutturazione e rafforzamento del gruppo al fine di renderlo più capace di reggere l’operazione di collocazione sul mercato, che avverrà quindi successivamente”.
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A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo