Bad Bank, via libera definitivo Ue: “non sono aiuti di Stato”
Come previsto dall’Unione Europea è arrivato il via libera definitivo alla creazione di una bad bank italiana dove fare confluire i crediti inesigibili che rappresentano circa il 20% del Pil italiano: “non sono aiuti di Stato”, ha decretato Bruxelles. Il problema è che il piano non convince i mercati: mancano ancora dettagli e i prestiti più a rischio insolvenza non saranno garantiti dal governo.
La Commissione ha deciso che “nell’ambito dello schema di garanzia statale scelto dalle autorità italiane, lo Stato sarà remunerato in linea con le condizioni di mercato per il rischio assunto concedendo una garanzia sui prestiti cartolarizzati in sofferenza”.
La dichiarazione non rappresenta una sorpresa per via dell’accordo di forma già stretto il 26 gennaio tra il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan e il commissario alla Concorrenza Ue, Margrethe Vestager.
Breaking news
Wall Street apre in ribasso, influenzata dalle preoccupazioni per i conflitti in Medio Oriente tra USA e Iran. Nonostante questo, il mercato del lavoro USA mostra segnali positivi con l’occupazione privata superiore alle attese. Gli investitori attendono il rapporto ufficiale del Dipartimento del Lavoro.
Le richieste di mutuo negli Stati Uniti continuano a diminuire, con un calo del 2,5% nell’ultima settimana di maggio. Mentre le nuove domande restano stabili, le richieste di rifinanziamento scendono ulteriormente. I tassi sui mutui trentennali sono in discesa, secondo la Mortgage Bankers Association.
Le vendite di veicoli elettrici Tesla, prodotti nella Gigafactory di Shanghai, hanno registrato un incremento del 39,4% a maggio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo aumento si inserisce in un contesto di ripresa del mercato cinese dei veicoli elettrici, con altre aziende come BYD e Leapmotor che mostrano anch’esse significative crescite.
La Borsa di Hong Kong chiude in ribasso a causa delle tensioni in Medio Oriente, che hanno smorzato l’entusiasmo per l’intelligenza artificiale. L’indice Hang Seng scende dell’1,56%, mentre a Shanghai e Shenzhen si registrano lievi rialzi.