Bce lascia tassi invariati, focus si sposta su Draghi
La Banca centrale europea ha lasciato invariato il costo del denaro nell’area euro. I tassi di interesse guida rimangono allo 0,05% mentre i tassi sui depositi bancari restano negativi al -0,3%. Anche i tassi marginali sono stati confermati, in questo caso allo 0,3%.
L’attenzione di mercati ed analisti ora è rivolta alla consuete conferenza stampa di Mario Draghi alle 14.30. Draghi non dovrebbe annunciare nuove misure di stimolo monetario o un potenziamento di quelle esistenti, come il Quantitative Easing. È passato infatti troppo poco tempo dall’ultima riunione di dicembre, che seppure deludente per chi si aspettava di più da “Supermario”, ha comunque coinciso con il rafforzamento del QE e l’abbassamento dei tassi sui depositi.
Detto questo, sicuramente Draghi ricorderà che la Bce è pronta a intervenire per alimentare l’inflazione se si accorgerà che l’obiettivo fissato dalle autorità non potrà essere raggiunto. Nonostante i tassi ai minimi storici pari quasi allo zero, complice anche il continuo calo del petrolio, i prezzi al consumo sono rimasti invariati al +0,2% in dicembre.
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L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.
La Borsa di Tokyo ha registrato un calo, influenzata dalle tensioni in Medio Oriente e dalle previsioni deludenti di Broadcom. Il settore tecnologico, in particolare i titoli dei chip, ha subito una forte pressione, trascinando l’indice Nikkei in ribasso. Gli investitori mostrano cautela riguardo alla stabilità del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. Dati economici misti sul Giappone aggiungono ulteriori incertezze sul mercato.