Titoli Twitter: raggiunto il nuovo minimo storico
Se l’inizio dell’anno è stato duro per tutto l’azionario americano, per Twitter sta andando ancora peggio: il titolo del noto social network ha infatti raggiunto il minimo storico nella giornata di ieri, piombando in mattinata a 18,47 dollari, con un calo superiore al 5%. La capitalizzazione di mercato attuale, a quota 12,78 miliardi di dollari, è addirittura inferiore a quella successiva all’Ipo del novevembre 2013.
Già nel corso del 2015 le azioni Twitter avevano ceduto il 38%, una sfiducia, quella degli investitori, che vedono poche chances nella rivitalizzazione dell’azienda da parte del Ceo Jack Dorsey. E’ di pochi giorni fa la notizia che la distintiva regola dei 140 caratteri sarà presto archiviata: forse l’estremo tentativo di valorizzare quello che sinora Twitter ha meglio veicolato, le notizie flash, che non necessiteranno più rimandi, per necessità di spazio, al rivale Facebook.
Breaking news
L’accordo di pace tra Stati Uniti e Iran ha spinto al rialzo i mercati asiatici, con un calo del prezzo del petrolio che ha incentivato gli investitori. L’indice Hang Seng di Hong Kong ha registrato un incremento dello 0,5%, mentre la Borsa di Shanghai ha chiuso con un aumento dell’1,61%.
I mercati dell’oro e dell’argento registrano un significativo rialzo, con l’oro spot che guadagna il 2,3% e l’argento spot che sale del 3,4%. Questo aumento è dovuto al rinnovato appetito per il rischio, seguito dall’accordo tra Stati Uniti e Iran e dalla prospettiva di riapertura dello Stretto di Hormuz.
La Borsa di Tokyo ha registrato un aumento del 5%, segnando un massimo storico, in seguito all’accordo tra Stati Uniti e Iran che pone fine alla guerra in Medio Oriente. Il Nikkei ha chiuso a 69.317,50 punti, con un incremento del 4,99%. I settori dell’elettronica e delle costruzioni hanno mostrato significativi guadagni, con Murata Manufacturing, Kioxia Holdings e Taisei in evidenza.
Christine Lagarde, Presidente della Bce, ha evidenziato come l’aumento dei prezzi energetici stia influenzando l’economia con effetti di secondo livello sempre più evidenti