Oro in rialzo: +2,3% a 4.318 dollari l’oncia
Il mercato dei metalli preziosi sta vivendo un momento di rinascita, con l’oro e l’argento che vedono un significativo incremento di valore. L’oro spot ha registrato un aumento del 2,3%, portandosi a 4.318 dollari l’oncia, recuperando dal minimo trimestrale di 4.023 dollari l’oncia toccato la settimana scorsa. I future sull’oro seguono lo stesso trend positivo, posizionandosi a 4.332 dollari l’oncia, con un incremento del 2,3%.
Anche l’argento spot non è da meno, con una crescita del 3,4% che lo riporta a 70,3 dollari l’oncia, dopo aver toccato un minimo di 61,5 dollari l’oncia la settimana precedente. Questo rialzo nei mercati è alimentato da un rinnovato appetito per il rischio tra gli investitori, incentivato dall’accordo tra Stati Uniti e Iran, che ha portato a una maggiore fiducia nella stabilità geopolitica della regione.
La prospettiva di una riapertura dello Stretto di Hormuz, un passaggio cruciale per il trasporto di petrolio e altre merci, ha ulteriormente alimentato l’ottimismo del mercato, spingendo gli investitori a ritornare su beni rifugio come l’oro e l’argento. Questo scenario ha creato un ambiente favorevole per il rialzo dei prezzi, che potrebbe continuare se le condizioni geopolitiche rimarranno stabili.
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La Borsa di Tokyo ha registrato un aumento del 5%, segnando un massimo storico, in seguito all’accordo tra Stati Uniti e Iran che pone fine alla guerra in Medio Oriente. Il Nikkei ha chiuso a 69.317,50 punti, con un incremento del 4,99%. I settori dell’elettronica e delle costruzioni hanno mostrato significativi guadagni, con Murata Manufacturing, Kioxia Holdings e Taisei in evidenza.
Christine Lagarde, Presidente della Bce, ha evidenziato come l’aumento dei prezzi energetici stia influenzando l’economia con effetti di secondo livello sempre più evidenti
Le dichiarazioni di UniCredit in merito all’offerta su azioni Commerzbank
Sui mercati la settimana prende il via con l’accordo di pace tra Stati Uniti e Iran. Ieri Teheran e Washington hanno raggiunto un accordo preliminare per riaprire lo Stretto di Hormuz, ponendo fine al conflitto scoppiato lo scorso 28 febbraio