Mercati: in dicembre prevista maggiore volatilità
Di Tim Edwards, Senior Director, Index Investment Strategy di S&P Dow Jones Indices
Guardando all’andamento del VIX, l’indice della volatilità, si nota come il sentiment di mercato sia stato molto altalenante nell’ultimo mese. Il Vix ha chiuso a quota 16,85 ieri, poco più su rispetto al mese scorso. L’azionario Usa è ben impostato per chiudere in rialzo per il settimo anno consecutivo. Anche se i mercati dovrebbero attraversare un mese di dicembre senza grandi sbalzi, le speculazioni sulle misure della Fed che potrebbero sostenere il VIX. A maggior ragione per il fatto che i contratti sul VIX scadono in concomitanza con l’annuncio della Fed a metà dicembre.
Nel breve non dovrebbero esserci grandi variazioni, come dimostra anche l’andamento dell’indice a una settimana CBOE Short Term Volatility Index, che quota 13,33 punti, a un livello relativamente basso rispetto al VIX. Ma i mercati creditizi sono nervosi. Gli spread dei titoli ad alto rendimento Usa hanno continuato a muoversi in rialzo da fine 2013 a oggi, aumentando di ulteriori 12 punti base nel mese. Si è inoltre registrata una certa volatilità nell’oro, nell’euro e nell’azionario europeo. Il metallo prezioso continua la sua fase ribassista e dovrebbe chiudere la settimana ai minimi di sei anni.
Più della metà degli indici di volatilità a disposizione hanno chiuso sopra la media mobile a 200 giorni. La velocità e fragilità dei mercati si è attenuata rispetto ad agosto, ma è ancora presto per cantare vittoria in questo senso. Basti pensare che dei misuratori di volatilità solo l’indice S&P 500 Dynamic VEQTOR Index ha fatto meglio del mercato generale questo mese. Anche chi ha venduto nel mercato delle opzioni ha tenuto la strategia corretta.
Breaking news
Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.