Earth Overshoot Day: grazie al lockdown quest’anno si sposta in avanti al 22 agosto

27 Luglio 2020, di Mariangela Tessa

Come effetto dell’arresto delle attività economiche causato dalle misure di contenimento messe in atto in tutto il mondo in risposta alla pandemia, quest’anno si sposta di circa tre settimane in avanti l’Earth Overshoot Day, giorno in cui della natura avremo esaurito più di quanto il pianeta sarà in grado di rigenerare nell’intero anno.

Secondo quanto annunciato dal Global Footprint Network, l’organizzazione che si occupa del suo calcolo, quest’anno la data fatidica cadrà il 22 agosto 2020 anziché il 29 luglio.

Dal quel giorno, saremo di nuovo in debito con la Terra, ma lo slittamento in avanti della data rappresenta, secondo i ricercatori, un “capovolgimento storico” rispetto alla tendenza costante di crescita, registrata a partire dagli anni 70, ovvero da quando è iniziata la

Secondo i calcoli prodotti nel 2019 da parte del Global Footprint Network, l’umanità utilizza attualmente il 60% in più di quanto si possa rinnovare.

In altre parole, è come se utilizzassimo le risorse di 1,6 pianeti Terra.

Stringendo lo sguardo al Vecchio Continente, nonostante la popolazione sia soltanto il 7% di quella globale, l’Unione Europea utilizza ben il 20% della biocapacità del pianeta.

Questo vuol dire che il nostro stile di vita è talmente elevato che, mantenendolo invariato, sarebbero necessarie 2,8 Terre per sostenere la domanda di risorse naturali richieste dal livello del consumo medio del cittadino europeo.

L’impronta ecologica pro capite, cioè l’ammontare di risorse naturali terrestri e marine consumate da ognuno dei cittadini UE è la più alta del pianeta, insieme a quella degli Stati Uniti.