Venezuela, è ufficiale: dichiarato il default

10 novembre 2017, di Daniele Chicca

Con qualche giorno di ritardo rispetto alle previsioni, le finanze del Venezuela hanno fatto ufficialmente crac. Non per effetto del default dei bond del gruppo petrolifero a controllo statale – non ancora per lo meno – bensì per quello del debito emesso dall’azienda statale di elettricità del paese sudamericano ricco di risorse petrolifere.

La Commissione che deciderà se si è verificato o meno un evento di default per via del ritardo nei pagamenti dei debiti da parte di Petroleos de Venezuela SA (PDVSA) deve ancora stabilire se annunciare il default dei bond scaduti il due novembre.

Ma prima di lei, Wilmington Trust, Trustee dell’8,5% dei Bond emessi da Corpoelec, la società statale di elettricità del Venezuela la cui durata termina nel 2018, ha dichiarato di non aver fatto in tempo a pagare gli interessi dovuti il 10 ottobre. Il periodo di grazia di 30 giorni è scaduta il 9 novembre. Siccome entro quella data il debito non è stato ripianato, è stato dichiarato il default.

Non è ancora ben chiaro se si tratta di una dichiarazione formale di default e se anche questo evento deve passare per il giudizio della commissione ISDA per costituire ufficialmente un fallimento, ma in ogni caso sembra che dopo l’annuncio odierno l’incontro previsto per lunedì 13 novembre tra i creditori, il vice presidente del Venezuela e il capo dei negoziati sul debito non è più necessario.

Goldman Sachs ora rischia di subire perdite pluri milionarie, ma per chi detiene contratti di protezione contro un eventuale default, i Cds, le notizie di oggi non hanno di certo rappresentato una sorpresa, dal momento che i contratti Credit Default Swap scontavano già una probabilità del 99,99% di default a inizio settimana.

La mappa di Focus sui paesi finiti in default nella storia

In rosso i Paesi che, dal 1800, almeno una volta non sono riusciti a ripianare il debito estero; il colore più scuro indica gli Stati più spesso insolventi; in verde i Paesi che hanno sempre pagato il debito (nessuna insolvenza sovrana); in grigio i Paesi per i quali non sono disponibili dati attendibili.

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