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Lira turca risale da minimi, scatta piano per sedare tensioni

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Il ministro turco delle Finanze lo aveva detto e così è stato: “da lunedì mattina le autorità intraprenderanno le misure necessarie rivolte a placare le tensioni e faranno i dovuti annunci ai mercati”. L’attenzione degli operatori sia al lavoro sia in ferie è tutta puntata sulla crisi della Turchia, che potrebbe avere un impatto anche direttamente sull’Italia. La moneta nazionale è crollata a un nuovo minimo storico, con il dollaro che ora vale più di 7 lire turche (7,2149).

Ma quando il ministro Berat Albayrak ha assicurato che il governo Erdogan e la banca centrale prenderanno provvedimenti per calmare i mercati, la lira turca si è risvegliata, rafforzandosi in area 6,7896 sul biglietto verde. La lira turca è crollata la scorsa settimana dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha raddoppiato i dazi sulle esportazioni di acciaio della Turchia e in seguito all’intensificarsi dei timori riguardanti il debito da $350 miliardi del paese.

Il timore di un contagio su altre aree, specie quelle emergenti, è tuttavia ancora ben presente sui mercati finanziari. Intanto politicamente Ankara è in cerca di nuove alleanze per trovare una via d’uscita dalla crisi, ma secondo gli analisti interpellati dal Financial Times, la Cina, il Qatar e la Russia, tre potenziali partner, non hanno la capacità finanziaria per salvare economicamente il governo turco. Intanto le Borse mondiali scivolano ai minimi di un mese.