Tria in Cina a caccia di investitori Btp? Per ora è vero il contrario

29 agosto 2018, di Mariangela Tessa

Cina pronta a comprare il debito italiano? Mentre si rincorron le speculazioni secondo cui, il ministro dell’Economia e delle Finanze Giovanni Tria, in viaggio in Cina sarebbe a caccia di investitori pronti a sostenre il debito italiano, le prime notizie in arrive da Pechino sembrano dimostrare il contrario. Tria ha tracciato un bilancio “molto positivo” degli incontri della prima giornata di missione in Cina, fino a dire di poterla “considerare, secondo il mio punto di vista e in base agli obiettivi che l’avevano motivata, un successo”.

Tra gli obiettivi raggiunti, il vice direttore generale di Bankitalia Fabio Panetta, che accompagna Tria nella missione a Pechino, ha annunciato l’accordo, dopo un lavoro di alcuni mesi, per l’ingresso della “valuta del popolo”, il renminbi, a diversificare le riserve valutarie.

“Un passo importante, il sistema finanziario cinese sta acquistando un peso sempre maggiore all’interno del sistema finanziario internazionale”, ha detto Panetta, ricordando che Bankitalia in Europa è tra le prime istituzioni a muoversi in tal senso dopo Bce e Bundesbank.

Gli investimenti del portafoglio in renminbi annunciato da Bankitalia riguarderanno principalmente titoli di Stato cinesi.

Come si legge in una nota ufficiale,

“nell’ambito della gestione delle proprie riserve valutarie ha deciso di costituire un portafoglio in renminbi, i cui investimenti riguarderanno principalmente titoli di Stato cinesi”.

Una simile modalità diretta di investimento, specificano ancora da Bankitalia,

“si aggiunge a quella avviata negli anni recenti con la sottoscrizione di un fondo specializzato in renminbi gestito dalla Banca dei regolamenti internazionali”. La decisione “è stata presa nell’ambito dell’aggiornamento annuale delle strategie di investimento delle riserve gestite dalla Banca“. Una politica che “riflette l’accresciuto ruolo del renminbi come valuta internazionale, testimoniato anche dal suo inserimento nel paniere delle valute di riserva del Fondo Monetario Internazionale nel 2016, e l’importanza della Cina quale partner commerciale del nostro Paese”.

Dall’Italia, un aiuto all‘internazionalizzazione dello yuan su cui le autorità hanno confermato l’impegno, insieme all’apertura dei mercati finanziari sempre più integrati con l’esterno. Sullo yuan, la fase iniziale avrà

“un avvio di investimento molto cauto. E’ un mercato che conosciamo, ma su cui non abbiamo esperienza operativa. Ci sarà un portafoglio titoli acquistati direttamente dalla Banca d’Italia per una quantità contenuta in rapporto all’entità delle riserve, ma con un valore segnaletico importante”, ha osservato Panetta, senza indicare cifre.

 

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